Trivium – In Waves

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Quinto capitolo della saga Trivium. Chi conosce i quattro ragazzi di Orlando sà per certo che ogni imminente uscita da loro firmata non sarà mai prevedibile, a discapito di ogni gusto musicale possibile e immaginabile.
Parlando seriamente, cosa ci si aspettava da questo “In Waves”? Come ne saranno usciti i Trivium dalla rottura col batterista e padre fondatore Travis Smith e con un Nick Augusto al suo esordio in RoadRunner?
Come nel 2006 sapevamo ci saremmo sognati le sonorità di “Ascendancy” e per l’appunto ci è stato proposto un “The Crusade” al 100% thrash, con il successivo appuntamento intitolato “Shogun” la band presenta una perfetta fusione dei precedenti due album citati…esperimento azzeccatissimo!!
Ora invece ci ritroviamo con un prodotto che quasi sembra una fusione tra parti strumentali di “Shogun” e i timbri canori dell’album d’esordio “Ember To Inferno”: senza mezzi termini ci ritroviamo in mano una sintesi di tutto quanto fatto dai Trivum dal 2003 ad oggi.
Ci viene offerto tutto quanto era stato promesso. Il songwriting prevedeva brani dove la voce melodica del frontman Matt Heafy prende decisamente il sopravvento ed infatti “Watch The World Burn” e “Built To Fall” ripagano le aspettative seguite dalle pur orecchiabili “Black” e “Of All These Yesterdays”, che però si presentano come i pezzi meno esaltanti dell’intera tracklist.
A partire dalla opener e title-track “In Waves” (per altro scelto come primo singolo, credo l’ unica vera novità stilistica), grandi episodi come “Inception Of The End”, “Caustic are the Ties that Bind” e, quel che ritengo il miglior pezzo dell’ album, “Forsake Not the Dream” riaccendono le grandi sfuriate a cui Matt e Corey ci hanno sempre abituati alternando senza incidenti di percorso un violento growl ad azzeccati chorus melodici tipicamente metal-core e ben concepiti.
Non mancano gli esperimenti mai tentati nell’ intera discografia ormai quasi decennale, ed infatti in “Dusk Dismantled” e “A Skyline’s Severance” l’ ugola di Matt non ci regala alcuna nota romantica senza tralasciare la rabbiosa “Chaos Reigns” che senza dubbio sale in vetta al podio dei pezzi più violenti presenti in tracklist.
Nell’ edizione speciale dell’ album troviamo altri pezzi inediti di buona fattura come “Drowning In Slow Motion”, la dolce quanto inaspettata “A Grey So Dark”, la già apprezzata colonna sonora di God of War datata 2010 “Shattering The Skies Above” e una “Slave New World” targata niente meno che Sepultura.
Con questo nuovo album i Trivium ci confermano di essere in splendida forma pur non superando qualitativamente il livello raggiunto col precedente Shogun, non superano se stessi ma certamente rimangono sull’alto livello raggiunto negli anni che tanti ha convinto nonostante le critiche ricevute, e ancora da molti ben accese, dopo un molto discusso “The Crusade” ritenuto un plagio stilistico dei Metallica.
Dopo cinque album in cui i quattro talenti americani ci regalano sempre qualcosa di nuovo ci rimane però ancora un dubbio: hanno trovato una loro identità? Come mai ad ogni album ci sentiamo dire “abbiamo trovato la nostra musica, questi sono i veri Trivium”?
Il tempo ci sarà sicuramente di aiuto per risolvere questo quesito considerando la giovane età dei musicisti, e se un certo Kerry King un giorno disse: “Veder suonare Matt e Corey mi spinge a migliorare”… fidiamoci, in futuro sarà così per molti.

8 8/10

Trivium
In Waves
Roadrunner (2011)

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autore

  • http://www.headbang.it triviumele

    recensione fantastica!