Hellfire Booking

Obituary – Frozen in Time

0

Finalmente, dopo essere ritornati in vari concerti, gli Obies ritornano anche su disco. La line-up di “Frozen in Time” è quella di sempre, stesso discorso per la musica. Il gruppo ha scelto questo titolo perché voleva far capire che tutto era come prima, come se fossero stati messi nel freezer. E almeno su disco è effettivamente così. L’album è una prosecuzione di “Back from the Dead”, pieno di riferimenti al thrash e di canzoni che puzzano di Slayer lontano un miglio. Ed è proprio nelle canzoni più veloci (“On the Floor”, “Stand Alone” e “lLockjaw”) che il gruppo convince maggiormente. Nelle canzoni dai tempi medi, purtroppo, il gruppo non convince pienamente, soprattutto perché il passato è scomodissimo e John Tardy nel 2005 non è più disumano. Sia chiaro: il marchio di fabbrica è sempre quello, la voce c’è e anche il resto del gruppo è ripartito da “Back from the Dead”, però quest’album a tratti mi diverte. “Cause of Death” a me non diverte per niente, è un disco oppressivo, perverso e malato. Quelli sono gli Obituary che sento più miei. Mi sposto sul black metal per farmi capire meglio: i Darkthrone dei primi quattro dischi black sono il miglior gruppo black della storia, “Hate Them” è un disco molto punk, divertente e cazzone. Quando Michele “un Nordavind qualsiasi” Romani mi dice che schifa “Hate Them” perché non è un disco malato io lo capisco. A me, più o meno, accade la stessa cosa con questo disco. È bello, lo ascolto 5 volte al giorno (d’estate ascolto solo la musica di Tampa perché l’ estate è la stagione del death metal), per almeno 4-5 canzoni faccio le cornine e ciondolo la testa, però il disco è divertente e -almeno in teoria- il Death Metal vero e proprio non dovrebbe DIVERTIRE.Ovviamente questo disco va comprato senza indugi per tre motivi: (1) è il disco death metal più bello dell’anno fatta eccezione per “Harnessing Ruin” (non l’avrei mai creduto: gli Immolation son rinati); (2) cito Marco Belardi di Metal Maniacs: “La mia speranza, a questo punto, è che i pischelli di oggi dal blast-beat facile prendano carta e penna, e annotino che il Death Metal è un’ altra cosa. Feeling, classe, tiro. “Frozen in time”, appunto”, perché ha pienamente ragione; (3) chi non ha tutti i loro dischi custoditi gelosamente, non è un fan del death metal.

7 7/10

Obituary
Frozen in Time
Roadrunner Records (2005)

  • Voto degli utenti (0 Voti) 0
    (Clicca sulla barra per votare)
SHARING IS CARING!

autore

Headbang è una webzine sulla musica estrema, nata diversi anni fa: Articoli, Recensioni, Video, Eventi e Foto sul mondo Metal, Hardcore, Post, Alternative e Rock.