Miss May I – At Heart

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Mi aspettavo qualcosa di nuovo, un album aggressivo e dal sound originale, invece i MISS MAY I fanno uscire un classico disco à la Rise Records: è ben prodotto e gli screams sono ben eseguiti e più puliti che mai, ma questo non aiuta a rendere i 45 minuti di durata meno noiosi.

Breakdowns a bizzeffe, ma nemmeno uno di potenza memorabile; riffs di chitarra già sentiti e risentiti, niente che spicchi per originalità o fantasia; ritmiche piatte e sempre uguali, con una batteria che non si amalgama con il resto degli strumenti e serve semplicemente a tenere il tempo. Ciliegina sulla torta sono le clean vocals di Ryan Neff: sembrano più naturali rispetto ai lavori precedenti, ma spesso e volentieri somigliano più a un lamento che altro, e a lungo andare risultano quasi fastidiose. Senza le parti in pulito, probabilmente sarebbe stato un album leggermente migliore. Non c’è niente in quest’album che mi faccia venire voglia di riascoltarlo, niente che mi abbia catturato in modo particolare (a parte, forse, “Hey Mister” che resta in testa quasi subito), ma on c’è neanche nulla che mi abbia fatto pensare “Quest’album è orrendo!”: è semplicemente un disco metalcore noioso e banale di cui si può benissimo fare a meno, che mi fa sentire la mancanza del loro album di debutto “Apologies are for the weak”.

Se eravate già fans dei MISS MAY I, probabilmente questo album vi piacerà, ma se non li avete mai seguiti molto… beh, continuate pure a non seguirli.

5 5/10

Miss May I
At Heart
Rise Records (2012)

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autore

Elena Antolini

Dipendente da musica, cucina, makeup, libri, hamburger, videogiochi, fotografia, serie tv... e credo basta!