Dakrya – Crime Scene

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Arrivano dalla Grecia questi Dakrya combo dedito ad una sorta di gothic fortemente atmosferico e per certi versi "teatrale".
Sgombriamo subito il campo da definizioni poco consone a descrivere il sound del combo ellenico, solitamente definito come "avantgarde" evitando così di creare illusioni ma soprattutto richiamare paragoni troppo "ingombranti".
Stiamo parlando per l’appunto di gothic e di tale si deve parlare, a meno che avantgarde non significhi semplicemente inserire un carillon circense nel mezzo di un brano (The Charlatans) o inserire parti orchestrali e strumenti più "raffinati" come il sax presente in Camouflage.
Certo non si tratta del solito gothic scontato e stra-abusato la cui moda fortunatamente sembra non attecchire più, ma definire avanguardistica una proposta simile a mio parere è piuttosto fuorviante.
Ma aldilà delle etichette e delle classificazioni più sfrontate, la band greca tira fuori un album onesto, che malgrado qualche sbadiglio di troppo nella prima parte del lavoro, regala diversi brani degni di nota nella seconda parte su tutte la già citata Camouflage dotata di una certa raffinatezza dettata da un’azzeccata melodia di sax sul cui contorno prende forma un brano piuttosto articolato e ben costruito.
Il tutto a bilanciare episodi decisamente tronfi, in cui le orchestrazioni molto spesso creano un piattume generale che riporta l’album su coordinate già sentite come in Scaremongering. Non mancano poi evidenti riferimenti al dark (Blind Man’s Bluff) e più in generale ad una certa atmosfera "noir" che permea tutti i quaranta minuti di durata di questo Crime Scene.
Dal punto di vista delle vocals, la scelta più azzeccata è quella di non puntare sul solito soprano, ma su un approccio per certi versi molto "recitato" con rare backing vocals maschili.
Dal punto di vista chitarristico invece, si nota una predilezione per un gusto vagamente "progressive" che viene però tante volte sferzato da riff decisamente più massicci, ma che comunque seguono l’andamento piuttosto teatrale dell’intero album.
In sintesi parliamo di un lavoro discretamente originale, che perde in qualche soluzione e non riesce tranne che in alcuni sporadici casi ad innalzare in maniera importante la qualità generale. Di certo non si tratta di un album brutto ed un’occasione a questo "seven-pieces" ellenico la darei.

6 6/10

Dakrya
Crime Scene
Sensory Records (2010)

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