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Bring Me The Horizon – There Is A Hell, Believe Me I’ve Seen It. There Is A Heaven, Let’s Keep It A Secret

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Ammetto che ho dovuto ascoltare questo album diverse volte prima di capirlo veramente.
Il fortunato Suicide Season, con quelle sue sonorità così ruffiane e a volte un po’ inflazionate, aveva creato due fazioni contrapposte tra gli ascoltatori del genere: i Bring me the horizon o li ami o li odi.
Pur essendo stato un album dal song writing forse un po’ immaturo, forse anche dovuto all’età dei componenti della band, era tutto così ben confezionato e lustrato a dovere, Suicide Season, con le idee decisamemte valide e una produzione scintillante e pompatissima, mi ha trovato tra i suoi sostenitori (pur non essendo mai stato un fan della band o del genere).
Del resto quell’album aveva portato i Bring me the horizon a un livello superiore: da band ‘core tardo-adolescenziale a fenomeno culturale di massa: amateli o odiateli, ma ho perso il conto delle band che hanno seguito senza indugio le impronte di questi giovani inglesi.
E proprio mentre dozzine di giovani band di ogni parte del mondo erano intente a imitare il sound così modaiolo e accattivante di Suicide Season, i Bring Me The Horizon tornano con la loro nuova release There Is A Hell, Believe Me I’ve Seen It. There Is A Heaven, Let’s Keep It A Secret e spiazza tutti quanti.

Una evoluzione esemplare, una maturazione del sound e una presa di coscienza che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso.
Sul serio, ero convintissimo e pronto ad ascoltare un successore di Suicide Season, somigliante in forma e sostanza ad esso, magari anche un po’ stantìo e ritrito, come la minestra riscaldata del giorno prima… e forse non ero l’unico, in molti non se la sarebbero sentita di puntare su questo cavallo questa volta, forse perchè il sound che li ha così caratterizzati in Suicide Season oggi è talmente inflazionato che manca solo che lo usino per un jingle pubblicitario: mosh, breakdown, riffoni monocorda e produzione esplosiva. Niente di più comune e strainflazionato, oggi.

Ma se la maggior parte delle band del momento è dedita a seguire questo sound ormai troppo noto a tutti, è anche vero che il mondo cambia, per natura si cresce e un artista cresce affinando le proprie capacità non solo compositive ma anche comunicative, conosce i suoi punti forti e li rende la propria firma d’autore e in più dà libero sfogo alla propria creatività, creando un prodotto sempre più personale.
Così, mentre tutti giocano a fare i Bring Me The Horizon, i Bring Me The Horizon giocano a reinventare se stessi e, credetemi, non potevano fare di meglio.

There Is A Hell, Believe Me I’ve Seen It. There Is A Heaven, Let’s Keep It A Secret è un album dal titolo decisamente inusuale, 20 parole per esprimere non solo il concept che caratterizza il disco intero (la dualità del bene e del male in ognuno di noi), ma anche il preciso intento di mostrarsi al pubblico dicendo "noi siamo diversi dagli altri".
Il lato sperimentale della band è a mille, non hanno risparmiato nulla giocando con quanti più colori potevano, mischiando novità e originalità a vecchi marchi di fabbrica della band. Tanto hardcore quanto metal, i mille colpi di fucile automatico di questo album viaggiano tra gang vox e growl gutturali, voci femminili e screaming disperati, archi, effetti elettronici senza pietà e riffing decisamente memorabile.
Questo lavoro è quasi indescrivibile, è talmente peculiare che è difficile accostarlo a qualunque altro lavoro del genere, a mio parere.

Forse all’inizio potrete storcere il naso sentendo come l’elettronica violentissima non si risparmia di stuprare voci e melodie, ma basta poco per superare lo shock iniziale e rendersi conto che questo è decisamente il miglior album della band. Fiero, deciso, cafone e assolutamente creativo, questo album mi ha davvero ipnotizzato, e sono certo che i Bring Me The Horizon sono soltanto all’inizio. Date un ascolto alla opener “Crucify Me” e tutto sarà sicuramente più chiaro anche a voi. Questi ragazzi sono avanti anni luce.

8 8/10

Bring Me The Horizon
There Is A Hell, Believe Me I’ve Seen It. There Is A Heaven, Let’s Keep It A Secret
Epitaph (2010)

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autore

Faust

Caporedattore e Editor di Headbang. Suono, scrivo, ascolto... qualsiasi cosa faccia la mia vita ruota sempre attorno alla Musica.

  • http://www.headbang.it Northern

    Decisamente sopra le aspettative.

  • http://www.headbang.it Tommy

    ma completamente effimero. la loro inconsistenza dal vivo è sempre da tenere presente. Tanto di cappello comunque, un disco molto interessante.

  • http://www.headbang.it Faust

    c’è sempre tempo per crescere anche live… io sono molto fiducioso!

  • http://www.headbang.it Tommy

    c’è sempre tempo anche per smettere di drogarsi in quella maniera