Dark Fury / “W.A.R.”

W.A.R.

Dark Fury

W.A.R.

Lower Silesian Stronghold, 2012

Voto: 7/10

I polacchi Dark Fury non mi hanno mai deluso, quando ho voglia di rude black metal dai modi spartani, marci, sanguinari e perché no melodici mi rivolgo loro con parecchio e sempre rinnovato entusiasmo. W.A.R. è la settima gemma e poco importa se non raggiunge i consueti apici (rastrellate per bene anche i loro split per recepire al meglio la loro arte) perché quello che hanno da proporre è sempre interessante e soprattutto di valore. Titolo e copertina fanno già presagire i toni notevolmente più epici ed ipnotici della nuova fatica. Non manca di certo la rudezza e la scarnificazione tipica della band ma bisogna ammettere che il disco volge spesso verso soluzioni "lente" e di impattante atmosfera. Quando ci si mettono i Dark Fury però non perdonano, lo smalto è di quelli forti ed estremamente resistenti, la loro musica è come una corazza d'acciaio molto difficile da scalfire. W.A.R. risulta essere meno immediato a causa di tutto questo, ma ricordate che per i polacchi dilatare la formula non vuol dire per forza ammorbidimento, i piedi restano ben saldi nel marcio underground che ha saputo accoglierli e svezzarli a dovere. Siamo davanti ad una specie di evoluzione, un evoluzione malevola che non è per niente interessata ad apparire attuale, pulita o perfettina, i Dark Fury guardano al passato senza paura fornendo risultati davvero confortanti (e mi ripeto dicendo che in passato mi hanno entusiasmato di più).

Sei canzoni, poco più di mezz'ora di tormento glorioso e poi via con un altro giro, per niente sazi di essere tormentati da queste chitarre scandite e da uno screaming straziante ma allo stesso tempo fiero e profondo . Pesante nel suono ma non pesante all'ascolto, questa la sintesi perfetta di W.A.R., un disco che manda avanti i mezzi corazzati più ambiziosi con le prime Steel Centurion, title track e The Cleansing e poi vive di esperienza con la rimanenza dove spicca l'ottima The Plague.
Avere tutti i loro cd è una di quelle piccole soddisfazioni difficili da far capire in questi tempi di download selvaggio, quelli già in saccoccia -bene ordinati- da oggi sanno di aspettarne un altro (ma che bella poi la copertina).

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