War From A Harlots Mouth / “Transmetropolitan”

Transmetropolitan

War From A Harlots Mouth

Transmetropolitan

LifeForce Records, 2007

Voto: 8/10

I WFAHM suonano grind death innestato a del math core di ultima generazione. Aggiungete il solito artwork tra l’astratto e l’onirico, titoli chilometrici, qualche spolverata jazz, una dose più che generosa di tecnica e un silos di aggressività meravigliosamente fine a se stessa. Chi appartiene al fandom delle nuove leve tech metal (o tech core, ormai non esiste più differenza) ha già capito di cosa si sta parlando, quindi eviti di proseguire la lettura e decida per proprio conto se sia il caso di investire tempo e denaro per l’ennesima band della loro branca estrema più amata. La musica proposta da questa nuove generazione di band appare così complessa e stratificata da annullare le differenze tra una canzone e l’altra, tra un album e l’ altro e, catastroficamente, tra una band e l’altra. Quando il proprio scopo è cambiare riff, tempo, genere una volta ogni dieci secondi, l’anima della canzone esplode in una miriade di piccole parti che si reggono delicatamente a vicenda. Ogni traccia contiene tante idee da poter riempire un intero disco di qualsiasi altro genere, tutte compresse in una durata ridicola. L’impossibilità di distinguere un lavoro da un altro deriva quindi dall’accumulo di materiale e soluzioni sempre nuove, non dalla situazione opposta come succedeva in passato. Siamo al paradosso, uno dei giochi di parole più amati da questo genere di gruppi, che ne infarciscono titoli e testi. Come paradossale è l’idea che questi incubi in musica conquistino ogni giorno più spazio nei rooster delle etichette e sulle pagine della stampa specializzata. Da all’underground più marcio dei padri fondatori Discordance Axis al mainstream inaspettato di Dillinger Escape Plan, Psyopus e Red Chord. E proprio come questi esempi celebri anche i WFAHM appaiono come virtualmente privi di difetti, a meno che non si incominci a considerare come negativo l’eccesso di originalità, la cura maniacale della registrazione, il buon gusto per l’immagine e la professionalità. Così, anche se questi tedeschi non hanno nulla per cui impazzire, è impossibile cercare di parlarne male, qualunque critica a loro sfavore potrebbe benissimo essere rigirata a piacimento e finire per apparire come un complimento. Paradossale.

Sinteticamente: paradossi math, prendere o lasciare.

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Commenti
Northern
Northern ha scritto 2 anni fa:
Bellissimo!!!

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