Csejthe / “Transcendance”

Transcendance

Csejthe

Transcendance

Morbid Winter Records, 2010

Voto: 8/10

Il canada ultimamente si è fatto notare con diverse bands importanti in campo black metal, in molti di questi casi ci siamo trovati di fronte ad autentiche perle di valore assoluto. Nella schiera di nomi vari da tenere a mente ci sono anche i Csejthe, autori con La Mort du Prince Noir di un ottimo primo full-lenght da andare a ripescare in caso di disattenzione.
Il mini in questione dal titolo Transcendance ne è la naturale prosecuzione e mette le basi per un futuro secondo me ancora migliore. Se il full-lenght mostrava qualche veniale calo sulla distanza lo stesso non si può dire per Transcendance, certo si parla pur sempre di venti minuti complessivi con la presenza di una canzone strumentale, ma in qualche modo sembra che i Csejthe abbiano completato il proprio cerchio perfezionando un qualcosa di già ottimo. Il risultato sono tre canzoni assai affascinanti dove la melodia pur essendo regina non sovrasta quella "primordial/misticità" da sempre peculiarità della band.
La prima Souterrains è agonizzante e notturna, dove toni soffusi e velenosi si amalgamano egregiamente. I Csejthe non sbagliano proprio nulla e mi sento di ribadirlo con fermezza dopo una Déréliction, canzone regina di Transcendance e in assoluto una di quelle che ha saputo emozionarmi di più nel settore in questi ultimi tempi. I versi sono assolutamente magistrali e non si può far altro che sognare con il retaggio chitarristico affascinante e pericoloso quanto una tela di ragno. La title track agisce invece in maniera lenta e atmosferica consolidando totalmente il valore dell'uscita. Tre brani, tre modi di incantare rimanendo nel proprio stile ma allo stesso tempo variare la "sensazione" di turno, non è per niente facile riuscirci e i Csejthe si meritano un minimo di supporto proprio per questo.

Transcendance segna anche l'accordo con la Morbid Winter Records, etichetta sempre attenta nel valorizzare nuove realtà underground. Questo mini potrebbe essere il classico balzo verso una certa notorietà, staremo/starò a vedere ed il sottofondo ideale per l'attesa è proprio rappresentato dai due minuti pianistici conclusivi di Memoires. Infine vorrei ricordare come il voto di un mini cd sia cosa a parte, la facilità di prendere una votazione maggiore è contrapposta alla difficoltà di affascinare in pochi minuti. I canadesi a questo giro ci sono riusciti alla grande.

Commenti
AngelusNovus
AngelusNovus ha scritto 1 anno fa:
Questo disco non mi ha detto niente. Come il loro debutto.

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