Ci sono band che, pur non avendo magari quella genialità intrinseca, quel valore assoluto che li porta immediatamente al di sopra della massa, riescono comunque a creare musica (in questo caso) assolutamente all’altezza di altre che magari hanno, appunto, questa marcia in più: There Will Be Violence è proprio uno di questi lavori.
Gli Impending Doom, americani, sono una delle tante band Deathcore che si sono affacciate nel panorama mondiale, con la piccola variante d’essere una band dai testi cristiani a distinguerli da quasi tutti i propri colleghi, cosa che comunque non vale assolutamente per la musica. Autori oramai di due dischi, si sono ritrovati al fatidico terzo disco proprio con quest’ultimo lavoro, seguito del fortunato The Serpent Servant , lavoro assolutamente buono ed apprezzabile seppur non portasse nulla di nuovo al genere. Ma ecco qua il discorso di prima: seppur questo – tutto sommato – grosso handicap, riescono veramente bene in quel che fanno, risultando efficaci anche con armi già usate (e anche questo, se guardiamo bene, non è una cosa di poco conto). Il nuovo lavoro, poi, conferma al meglio quanto sentito sul precedente disco, surclassandolo nettamente e ponendosi come probabile loro migliore prova, complice (ancora) una produzione pennellata perfettamente per le composizioni di questi ragazzi.
Se conoscete già The Serpent Servant conoscete fondamentalmente anche There Will Be Violence, e seppur i nostri non apportino grandi modifiche al sound, lo stato di grazia nel quale sono attualmente immersi li ha portati a comporre un album superiore sotto tutti i punti di vista, una versione nettamente migliorata del precedente. Non cambiano le carte in tavola, ma qui si ha una “mano” nettamente migliore.
Il loro sound è, come sempre, devastante, e la loro linea stilistica sembra non voler concedere nessun particolare momento di respiro a chi gli ascolta, se non in sapienti melodie lanciate in mezzo alle terremotanti ritmiche, ottime per dare quel pathos che tende a non rendere un noioso e statico assalto all’arma bianca. La brutale voce in growl del cantante Brook Reeves aleggia per tutto il disco senza mai cedere il passo a divagazioni in clean, mantenendo gli Impending Doom una delle band Deathcore più brutali della scena (al contrario di quel che si può pensare dalle loro liriche).
Per concludere, non posso che consigliare questo disco a tutti i fans della band e agli amanti del Deathcore in generale. There Will Be Violence va a porsi come una delle uscite dell’anno in questi ambiti, non solo confermando una band in pieno status di grazia, ma sicuramente innalzandola ad un nuovo livello, probabilmente tra i grandi del genere.
La loro personalità, per ora, sta nel saper sfruttare brillantemente una formula già collaudata; spero in futuro riusciranno ad aggiungere una dose consistente di personalità in modo da risultare, a tutti gli effetti, una delle vere band fondamentali nel genere.
Fino ad allora: godeteveli così come sono.
*nota sul voto: in questa release, più che mai, sono stato indeciso tra un 7 e un 8, e alla fine, seppur marcando il 7, contate pure che sia un 7,5 netto, magari con qualcosa in più a segnalare la bontà di questo lavoro.
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