Septic Mind / “The True Call”

The True Call

Septic Mind

The True Call

Solitude Productions, 2011

Voto: 7/10

Nuova opera nera ed opprimente per i russi Septic Mind che per l'occasione ci ripropongono altri tre lunghi brani come già successo nel precedente The Beginning.

Possono annoiare più o meno del solito ma di certo non li si può negare l'abilità di saper ergere strutture mai banali o buttate li a caso, una maniera d'esprimersi con formule chiuse e ben pensate dove lo spazio per luce/aria non trova posto se non per brevissimi momenti e con un raggio d'azione davvero limitato.
In questi casi la preparazione è tutto, i tre brani portano lentamente l'ascoltatore all'ora di durata accompagnandolo in un flagellante percorso interiore dove le paure più frequenti potranno trovare terreno fertile per le proprie subdole radici. Sapere a cosa si va incontro e saperlo come affrontare, questo è il funeral doom, questi sono in sintesi i Septic Mind.

Non manca la profondità, non manca una prestazione vocale estrema e non mancano le oscure litanie di trasporto, espediente determinante per la riuscita di ogni pezzo. Non è come si potrebbe pensare, questa volta lo sfinimento è in qualche modo sedato rispetto ad uscite definibili più convenzionali. La band russa sembra trovarsi perfettamente a proprio agio nel costruire drappi sonori così lunghi, statici (per quanto riescano ad evadere questo termine rispetto ad altri) e neri come la pece. E' un abilità non comune quella che fuoriesce da questi solchi profondi, ben progettati e sviluppati con l'arte di chi sa cosa volere dalla propria musica.

La title track, Doomed To Sin e Planet Is Sick renderanno sicuramente la vita meno semplice al fruitore di turno, perché negarlo, ma d'altronde è prerogativa di questa particolare musica saper esaltare a dovere tutto ciò di negativo che abbiamo dentro per renderlo in qualche maniera "positivo" e romantico. The True Call rappresenta l'ennesimo ottimo segnale che la scena russa ci offre in territorio funeral doom, perderselo è certamente possibile (non si arriva su livelli massimi) ma avercelo da una sensazione di completezza non indifferente.

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