The Ocean / “Heliocentric”

Heliocentric

The Ocean

Heliocentric

Metal Blade Records/Pelagic Records, 2010

Voto: 8/10

Incredulo. Ecco il primo aggettivo che mi passa per la mente ascoltando il nuovo lavoro degli svizzero/tedeschi The Ocean.
Ricordavate i lavori precedenti? La discontinuità compositiva di “Precambrian” o di “Aeolian” oppure l’immaturità del primo “Fluxion”? Dimenticateveli, o meglio, prendete ben poco come punto di riferimento. Estrapolatene se potete la sostanza, il nutrimento, il meglio: quella voglia di sperimentare con strumenti classici (vedi piano, vedi sax, vedi archi), quei break dannatamente post-metal (nessuno parli di postcore please, di hardcore qui neanche l'ombra).
Ed è oltre questo limite che si spingono i nostri: a tutti questi elementi, se provate solo ad immaginare di incorporare sapienti aperture chitarristiche postrock, ed una bella spalmatura di clean vocals dal vago retrogusto "graffiato" e stonereggiante in alternanza ad un growl assolutamente incisivo, ecco, forse potrete solo avere una mezza idea di quello di cui sto parlando. Ma forse non ancora. Calde, intense ballad di vaga estrazione sludge/doom melodico emergono (“Ptolemy Was Wrong”/”Epiphany”) e lasciano spazio a movimenti ben più diretti, intensi come “Swallowed by the Earth” oppure la migliore in assoluto dell’intero lotto “The Origin Of Species”.
Ed andate ancora oltre, spaziate. Forse basta semplicemente che lo ascoltiate, e spazzerete forse via dalla mente tutti questi concetti, queste etichette che mio malgrado vi ho dovuto fornire. E ne creerete di altre forse, che vi appartengono e che forse meglio descriveranno ai vostri occhi questo vasto immaginario musicale ideato dal chitarrista nonchè mastermind Robin Stap, l’unico membro rimasto della formazione originale (sebbene non ve ne sia stata mai una “stabile”, pensando ai The Ocean come ad un “collettivo”, come lo stesso nome suggeriva anni orsono).

Non c'è una ricerca assillante del riffing "modaiolo" in questo disco né percepisco alcuna pressione da parte della Metal Blade: tutto è genuino, originale, autentico. La ricerca della melodia, la sperimentazione e quella voglia di ibridare generi tra loro, l'ottimo lavoro ritmico (mi ronza ancora nel timpano quell'eccezionale stop-and-go da pelle d'oca rintracciabile nel refrain, se così possiamo chiamarlo, della penultima e già menzionata "The Origin of Species") sono il fiore all'occhiello di "Heliocentric", un lavoro denso, sostanzioso, e non ancora perfetto. Ma ci siamo quasi.

p.s. “Heliocentric” è il primo tassello. Seguirà ad Ottobre 2010 la release di “Anthropocentric”, seconda parte del concept incentrato su una critica al Cristianesimo e alla Chiesa Cattolica visti sia da un punto di vista filosofico che personale.

Commenti
AngelusNovus
AngelusNovus ha scritto 2 anni fa:
Questo disco è immenso. E il package è una vera opera d'arte. Da notare il disco totalmente nero ossidiana. Cura nei minimi dettagli, in pieno stile The Ocean.

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