The Haunted / “The Dead Eye”

The Dead Eye

The Haunted

The Dead Eye

Century Media, 2006

Voto: 6/10

Cos'è rimasto del sound dei The Haunted degli esordi? Probabilmente nulla... purtroppo.
O meglio, tralalsciando i miei gusti personali, un cambio di stile che va analizzato con la giusta obiettività e senza necessariamente scadere nei soliti commenti ormai superati secondo cui una band non può aprire le porte ad una certa volontà di evolversi.
Se non altro la constatazione ed il dato di fatto che la band svedese di certo non ha paura di sperimentare, e se un primo taglio col passato l'avevano dato già col precedente "rEVOLVEr", è con questo "The Dead Eye" che in un certo senso completano l'opera.
Del thrash/death piuttosto classico ed accomunabile a livello di sound a quello che furono i magniloquenti At the Gates (con le dovute proporzioni, ovvio) pertanto rimane praticamente nulla e quello che ci troviamo di fronte non è altro che un onesto album di thrash moderno ultra-melodico, in cui i brani perdono quasi totalmente il mordente da sempre tirato fuori da Dolving e soci.
Dunque ritmiche meno forsennate che in passato e tantissime concessioni "melodiche" tra cui i soliti chorus inseriti in maniera comunque mai insistente all'interno dei singoli brani.
Detto così sembrerebbe a priori una stroncatura, ma non del tutto. L'album infatti va analizzato per quello che è e di certo non per quello che sono stati i The Haunted stessi.
Già a partire dall'opener "The Flood" classico singolone non è difficile notare le differenze rispetto al 'vecchio' sound. Tanta melodia, uno screaming mai serratissimo ed un refrain centrale "ruffiano" il giusto caratterizzano un brano che per quanti fans farà verosimilmente perdere agli scandinavi, almeno altrettanto ne farà guadagnare.
Refrain su cui la band punta fortissimo, "The Medication" ne è esempio lampante in cui in più di un'occasione anche ad un ascolto superficiale si batte il piedino che è una meraviglia.
Certo che ogni tanto si cade nell'insipido, vedasi l'opener di "The Drowning" (il "The" è prerogativa di titolo dell'album e di ogni singolo brano qui contenuto), "The Reflection" o ancora in "The Fallout" che a livello strumentale e di struttura sarebbe anche un piccolo gioiellino del lavoro.
In generale però "The Dead Eye" è un album che si lascia ascoltare a meraviglia, che ci regala tutto sommato 55 minuti volutamente easy-listening, tra brani accattivanti, soluzioni piacevoli ed altre meno, ed una qualità di sound importante.
Certo non possiamo dire che non si tratti un passo indietro rispetto a quegli album che avevano lanciato gli svedesi nel gotha della scena metal europea dei giorni nostri, ma tutto sommato si tratta di un lavoro da ascoltare prima di lasciarlo perdere nel dimenticatoio.

Commenti
Faust
Faust ha scritto 2 anni fa:
noooo!!!! ma è il mio album preferito dei The Haunted!!!
Thrasher
Thrasher ha scritto 2 anni fa:
eheheh penso che su questo album la disputa sia piu che legittima...ovviamente c'è gente (come il sottoscritto) che non ha digerito il cambio così repentino di sonorità. io sono sempre rimasto legatissimo al periodo make me do it-one kill wonder che reputo due album validissimi...pur riconoscendo pertanto a the dead eye una valenza artistica ed un coraggio piuttosto importanti a mio parere non regge il confronto con i gia citati album. ovviamente in tanti faranno il mio stesso discorso, così come in tanti invece come te lo apprezzeranno
Faust
Faust ha scritto 2 anni fa:
made me do it e one kill wonder sono degli album fighissimi, ma a livello di ricerca di sonorità e di originalità sono veramente carenti... questo album sprizza personalità da tutti i pori... e poi la voce di Dolving è assolutamente stupenda.. unica e graffiante!
Adoro la personalità dei The Haunted, che a mio parere è uscita finalmente allo scoperto solamente dopo questo album! Band che, come ai tempi gli At The Gates, ha deciso di uscire dagli standard del genere.... con gli ATG è stato un successo fuori misura, tant'è vero che ancora oggi centinaia di band traggono ispirazione e insegnamento da quella tipologia di riffing che ha segnato l'era moderna del metal estremo...forse i The Haunted non saranno mai altrettanto fortunati.. ma almeno con questo album hanno dimostrato di avere una grande vena di genuinità, voglia di sperimentare e talento compositivo!
Tuttavia capisco che chi era già tanto affezionato al loro sound più "ignorante" sia rimasto decisamente deluso dalla svolta... ti capisco... ma io.. li adoro così!

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