Sono passati più di 15 anni dall'ultimo disco degli Abyss, band svedese formata dagli stessi membri degli Hypocrisy (anche se con ruoli diversi: Peter Tagtgren a batteria e basso, Michael Hedlund alla voce e chitarre e Lars Szoke sempre alle chitarre) e side project chiuso dallo stesso Tagtgren che sosteneva di aver già dato il massimo con questo disco (il primo) e con il seguente ("Summon The Beast") e di non poter dare di più. Il massimo. Devo dire che ha dato i suoi frutti, perché quello che ne è uscito è un disco Black Metal più che buono, composto e suonato da musicisti di talento.
Tuttavia i due album di questo side project sono rimasti un po' nell'ombra rispetto alla spietata concorrenza dei contemporanei capolavori di Mayhem, Burzum, Immortal, Emperor, Satyricon e via dicendo. Questo renderebbe forse gli Abyss una "cult band", anche perché l'effettiva qualità delle loro release è innegabile; essa è riscontrabile quasi in tutto: songwriting, tecnica e precisione (su alti livelli, considerando gli standard del Black), produzione (volutamente grezza, ma curata). Dal punto di vista lirico non mi posso esprimere in quanto i testi non sono presenti nella copia in mio possesso. Veniamo ora alla musica. Chi si aspetta di trovare il classico disco Black tutto uguale dall'inizio alla fine, ripetitivo, senza nessun tipo - o quasi - di variazione né di cambiamento nella struttura delle canzoni (cosa coerente con le uscite Black di quel periodo, a cui comunque va tanto di cappello, ma che però ora suonano un po' datate) rimarrà deluso: l'album, per la sua eterogeneità e la capacità dei compositori di mischiare generi che col Black c'entrano ben poco ed inserirli perfettamente nel contesto, aveva sicuramente qualcosa di innovativo per il periodo in cui è uscito (il 1995). Mi spiego: "Marutukku" e "Tjanare Af Besten", prime due song, hanno entrambe una parte centrale lenta con riff melodici tipicamente il Doom; "Massacra" suona Death/Thrash, "Sorgens Dal" è un Black melodico e cadenzato, lontano dai canoni tipici del genere, mentre "Slukad" è un misto di Black e Gothic. Un discorso completamente a parte si potrebbe fare per l'ultima traccia, che è costituita solo da synth e accordi di chitarra, senza l'ausilio degli altri strumenti; molto particolare, ma al contrario di quello che si potrebbe pensare, non è inferiore rispetto alle altre. Le restanti canzoni ("Psycomantum" e "Morkrets Vandring") sono puro Black Metal, di ottima fattura.
In sostanza, un disco che denota talento a livello compositivo, dal sicuro impatto su tutti i tipi di ascoltatori (la violenza non manca, così come anche la melodia e l'atmosfera), eterogeneo e ben suonato.
In realtà vorrei dargli 8 e mezzo (e se lo merita a pieno) ma purtroppo non è possibile.
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