Forse qualcuno ricorderà gli americani Texas in July, formati nel 2007 a Lancaster (Pennsylvania) ed affacciatisi al panorama estremo solo 2 anni orsono con l’album I Am (ricordiamo anche l’ep del 2008 Salt of the Earth), discreto lavoro di Metalcore meno scontato del solito ma ancora non propriamente convincente. Oggi, sotto la nuova bandiera della Equal Vision, i nostri tornano con questo One Reality, deciso passo avanti che porta la band ad un netto miglioramento sotto ogni punto di vista, enfatizzando la componente meno scontata della propria – inflazionata – proposta, accendendo melodie e riff enfatizzati nel groove a discapito delle parti veloci, togliendo parecchia “anima” estrema al tutto e concentrandosi in quella atmosferica, seppur le parti dove la distorsione non è presente siano ben poche (ricordiamo la semi-ballad May).
Produzione ovviamente ai massimi livelli (ormai non ci si aspetta altro), il lotto di canzoni sono tutte di buona fattura, inquadrate nella propria proposta ma sufficientemente argute nel non risultare un copia-incolla generale. Accattivanti nelle melodie (mai leziose), nel groove e mai troppo elaborate, colpiscono immediatamente senza tuttavia stancare dopo qualche ascolto, in quanto costruite con intelligenza e non con la furbizia di chi cerca la canzone “facile”. La maestria dei nostri nel costruire brani con queste caratteristiche è palese, in quanto, nell’intero lavoro, non abbiamo nessun riempitivo o brano significativamente brutto. Onestamente non ho trovato neanche dei capolavori da farmi gridare al miracolo, ma indubbiamente l’ascolto di One Reality non è qualcosa che pesa o si trascina stancamente avanti, coinvolgente con le proprie canzoni brevi ma intense. Un punto debole, forse, lo si può trovare nella voce del cantante (canonico urlato derivato dall’anima Hardcore), che nella sua timbrica piuttosto secca e poco malleabile a volte sembra non interpretare benissimo la canzone, risultando un poco disomogeneo con essa (ricordiamo, tra l’altro, che qui non vi è uso di voci pulite); non lasciamoci comunque condizionare l’ascolto da questo fattore in quanto, a conti fatti, non pregiudica assolutamente l’intero lavoro limitandosi ad una sensazione generale o, al massimo, a qualche episodio isolato.
Sinteticamente, One Reality è un lavoro che colpisce sin dal primo ascolto e poi ti accompagna costantemente nei successivi, dimostrando che, in un genere ormai pregno e saturo di band, c’è chi ancora riesce a creare qualcosa con un minimo di personalità senza dover necessariamente stravolgere i canoni della propria musica.
Anche se ancora non siamo ancora – probabilmente - a livelli veramente alti, i Texas in July dimostrano di andare avanti migliorandosi e sfornando qualcosa degno di assoluta attenzione per gli addetti ai lavori e forse anche per chi, in questi generi, non cerca solo velocità e riff serrati.
Per inserire un commento devi essere registrato.
Clicca qui per registrarti oppure effettua il login.