Dopo solo un anno dal fortunato Concerto for the Undead, la band di Cuneo torna a noi con un nuovo Ep, The Undertaker. Come ben si presuppone, la schiera di mostri che ha accompagnato i nostri torna più viva e letale che mai, in una musica che mescola sapientemente la scuola di Gothenburg, mai troppo vecchia, con le nuove sonorità d’oltreoceano tipiche del Metalcore.
Ve lo dico onestamente: quando è partita la prima traccia, 1,2,3,4 Dead! ho sentito gli At the Gates di Slaughter of the Soul. Paragone importante e magari scomodo? Sicuramente, ma che può rendere l’idea di quello che possono generare, tra le altre cose, questi Stigma. Molto belle e particolari le melodie, che risolvono sempre in maniera interessante (sentire la già citata 1,2,3,4 Dead! e The Undertaker) e non banale. I 4 brani sono carichi, evitando parentesi clean o quant’altro, preferendo trascinare “alla vecchia maniera”, sparati e cattivi, riuscendoci egregiamente. Anche i rallentamenti tipici d’oltreoceano sono ben riusciti e fortunatamente non abusati, belli carichi e oscuri. In alcuni tratti, come nell’inizio di It’s Bullet Time! le atmosfere suggeriscono la tematica horror che li contraddistingue, anche se personalmente consiglierei d’inserirne di più e giocarci maggiormente nell’economia del proprio sound, potendo così creare un miscuglio ancora più interessante e originale.
La fortuna di questo Ep è che in soli 4 brani i nostri hanno condensato idee di valore, senza filler, andando a crearci un grande – anche se breve – cd. Stefano "Vlad" Ghersi, con le sue urla, è il mattatore dello show, in grado di enfatizzare le già ottime melodie, davvero curate, e il riffing assassino snodato tra Svezia (in buona parte) e America, consolidati da una buonissima sezione ritmica, inquadrata ma solida.
Pur non inventando assolutamente nulla, questi ragazzi sanno scrivere ottime canzoni e meritano un ascolto. Se sapranno giocare al meglio le loro carte, soprattutto per quanto concerne l’aspetto “horrorifico” della loro immagine, potrebbero stupirci.
Per inserire un commento devi essere registrato.
Clicca qui per registrarti oppure effettua il login.