Shadow of the Colossus / “Shadow of the Colossus”

Shadow of the Colossus

Shadow of the Colossus

Shadow of the Colossus

Self, 2010

Voto: 7/10

Altra band americana che arriva a noi con un album di brutale Deathcore intriso di quella melodia malsana ed oscura tipica di gruppi come Whitechapel ed Oceano e da quel tocco “progressive” (che ormai è difficile anche capire cos’è questo “tocco progressive”, utilizzato in questo caso e non solo, a grandi linee, per soffermarsi sul fatto che una band esce dagli schemi del genere) che riesce a distinguere dalla massa questi Shadow of the Colossus, autori del proprio primo full omonimo già in forma smagliante: perché diciamolo subito, questo disco non stravolge nulla, ma ha dalla sua carte importanti.
La prima è la qualità dei brani, quasi tutti ottimali e funzionanti, dotati di ritmiche non originalissime ma neanche banali, impreziosite dalla già citata vena melodica che fa capolino di consueto dipingendo un’ aura malsana e tragica (e a volte anche più rilassata) davvero sorprendentemente valida. Come detto, poi, i ragazzi sanno indubbiamente quello che fanno e sono consci dei propri mezzi, e dove da un lato non c’è certamente una personalità ancora completa, dall’altra già dimostrano di avere quel “ché” in più atto, per forza di cose, a distinguerli dalla massa che infesta il genere oggigiorno, e direi che non è poco neanche questo. Contiamo poi una produzione davvero precisa e potente, una voce divisa tra un grande e brutale growl ed un buon scream, brani concepiti senza strafare da parte del singolo, e ne conseguiranno 40 minuti di Deathcore perfettamente concepito tra brutalità ed “atmosfera” per distruggere i nostri padiglioni.

In realtà credo di non aver praticamente appunti da fare a questo gruppo, perché a mio avviso non devono far altro che spingere nella direzione che hanno intrapreso con questo omonimo album. Perdere magari un po’ di ovvia inesperienza, maturare sempre di più le loro – già evidenti – capacità, continuare a seguire la loro attuale ottica e superarsi, guardare ancora più in là, non fermare lo sguardo dove gli altri hanno già costruito (cosa che mi pare stiano già facendo),e lasciarsi liberi da preconcetti inutili.
Questo sono chiamati a fare gli Shadow of the Colossus, e se così faranno, avremo un altro nome illustre nella scena Deathcore.

Commenti
Faust
Faust ha scritto 2 anni fa:
un masso scagliato violentemente nelle orecchie :) fighi!
Northern
Northern ha scritto 2 anni fa:
Davvero!

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