Samael / “Lux Mundi”

Lux Mundi

Samael

Lux Mundi

Nuclear Blast, 2011

Voto: 7/10

I Samael ne piazzano un altro, questo il titolo di un ipotetico film a loro nome. Il nuovo Lux Mundi è la nuova dimostrazione (ne avevamo ancora bisogno?) di immane creatività sulla propria "firma", Vorph e Xytras mettono in scena un altro capitolo degno del proprio curriculum e pazienza se a questa tornata non rimaniamo stupiti con effetti speciali. I Samael sono andati sul sicuro, hanno fatto tesoro del ritrovato "potenziamento" e lo hanno confluito in un binario che porta direttamente ai tempi di Passage. Niente di nuovo quindi, ma non disperiamo perchè l'ascolto di Lux Mundi è veramente piacevole ed è questo che alla fine conta. Una discografia importante è salvata ancora una volta da un opera che si presenta prodotta con i fiocchi (e ci mancherebbe), dove l'ascoltatore ottiene un certo distacco generale ma al contempo può "sentire" pulsare gli strumenti come se risuonassero a pochi passi da lui. Questa è l'arte dei Samael e loro sanno ancora maneggiarla con sapienza, perchè partorire un disco come Lux Mundi dopo tutti questi anni è un grande atto di "fede" nei confronti della propria carriera. Della serie, vi abbiamo stupiti, corteggiati, violentati e ora vi mostriamo cos'è la "convenzionalità" (sono conscio del fatto che questo discorso si può benissimo capovolgere).

Lux Mundi suona bello imbottito, al suo interno troverete quelle atmosfere cosmico/epiche/raggelanti e quel tipo di "marzialità divina" che li ha resi un gruppo unico. Troverete chitarre vive e mai dome, sempre pronte ad offrire quel riff tanto aspettato e voluto (mi vengono in mente brani come Luxferre, Antigod, For a Thousand Years, Mother Night e The Truth) e non mancherà nemmeno la tipica timbrica "aliena" di Vorph, sempre preciso ed ispirato quando si tratta di trovare le giuste metriche. Personalmente poi non riesco a sottrarmi alla fredda e distaccata epicità delle tastiere ogni qual volta che fanno il loro ingresso.
Sono dodici le canzoni che compongono Lux Mundi e nessuna delude realmente le aspettative, certo ci sono quelle con qualcosa in meno (Of War, In God We Trust) ma sono soltanto sottigliezze perchè il disco va benissimo così com'è. Durante i primi ascolti mi è balenato il pensiero di un qualcosa di troppo, ma poco dopo mi sono dovuto ricredere visto che ogni brano mette qualcosa di fondamentale per la riuscita dell'album.

Se vi aspettavate un "passo oltre" da parte dei Samael resterete delusi, se invece non siete ancora stanchi di ascoltare il loro classico timbro saprete fare buon uso del nuovo arrivato. Fra le mie preferite cito l'opener Luxferre (forse proprio la migliore), Let My People Be! (fortissimamente trascinante), For a Thousand Years (quanto è semplice e naturale fare centro per loro), In The Deep (cosa rievoca il suo inizio) , Pagan Trance (tastiere magiche) e Soul Invictus (grandi aperture "in punta di piedi").

Lux Mundi, ovvero quando un mid tempo tira l'altro e ci troviamo con il pacchetto di leccornie vuoto, poi veniamo giustamente puniti con la sostenuta e conclusiva The Truth.

Commenti
Northern
Northern ha scritto 12 mesi fa:
Piuttosto deludente alla fin della fiera: non mi ha esaltato, restiamo su una sufficenza neanche tanto abbondante. Da chi ha composto Above, mi aspettavo decisamente di più.

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