I Runemagick nascono nell' ormai lontano 1990 per opera di Nicklas Rudolfsson e da subito riescono a farsi un nome in quell' impenetrabile mondo del doom/death grazie all'ottima miscela che il gruppo sa fare di questi due generi figli rispettivamente di gruppi quali Candlemass, Celtic Frost, Entombed (e compagnia bella) e che sappiamo andare benissimo a braccetto.
Ora, se c'è una cosa che contraddistingue gli svedesi in questione è quella di aver alternato, nel corso di ormai quasi vent'anni di carriera, album fantastici, come lo scorso 'Invocation of Magick', ad altri che invece fanno pressochè pena, vedi il decimo nonchè ultimo album in questione...
l' originalità di questo disco, o comunque gli elementi interessanti, sono pari allo zero. Riff praticamente identici si ripetono per l' intero corso del disco senza mai un benchè minimo spunto accattivante e così tutte le canzoni si assomigliano; vuoi per la struttura musicale (quantomai anonima), vuoi per la noia che emanano. Gli accostamenti doom/death sono più che scontati e certo non sorprendono l'ascoltatore ,e poi, cosa che mi ha lasciato non poco sorpreso, il growling si è fatto incredibilmente piatto ed inopportuno se comparato alle linee musicali. Insomma, se soffrite d'insonnia un album del genere è consigliato, altrimenti vi conviene proprio lasciar perdere...
Speriamo si tratti di una svista temporanea per questa piccola leggenda svedese del doom/death e che col tempo possa rimettersi in carreggiata come si deve cercando di ritrovare quell' ispirazione che li ha resi celebri con album come 'Envenom'. E poi c'è da aggiungere una cosa: è inutile fare uscire un album all'anno (cosa che i nostri fanno regolarmente dal '98) quando sono questi i risultai; forse sarebbe meglio concentrarsi più a fondo sui contenuti e ricordarsi che è la qualità a contare, non la quantità.
Sinteticamente: noioso all'inverosimile...
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