Parlare dei Rotting Christ vuol dire parlare di una scena, quella greca, che dalla sua nascita ha sempre cercato di creare un'alternativa valida alla scena black nord europea. La band capeggiata da Sakis, da sempre, insieme ai conterranei Necromantia, ha cercato di non stereotiparsi a quel movimento black metal proveniente dalla Norvegia, cercando ogni volta di ricreare un movimento ben distinto, ma sempre sinonimo di alta qualità. Rotting Christ bisogna ammetterlo hanno anche fatto dei passi falsi, tipo la svolta gothic che Sakis e soci avevano intrapreso alcuni album fa, ma già dal precedente "Sanctus Diavolos" del 2004 i greci avevano tentato di ricalcare e rinverdire i tempi dei primi album dell' inizio anni novanta. "Thegonia" è il primo album del gruppo ellenico sotto la Season Of Mist e ci dona di nuovo una band ispirata e oscura come non accadeva da diverso tempo. L'album è ispirato dall'opera del filosofo greco del VII decolo A.C. Esiodo, appunto intitolata "Thegonia", riferita alla genesi del mondo e che i Rotting Christ in questo album vogliono raccontare a modo loro, basandosi anche sulle arti occulte o i riti e le leggende non solo della loro madre patria, ma anche rifacendosi alle antiche mitologie sumeriche come nel caso della traccia "Enuma Elish".L'album è diretto e semplice, le chitarre di Sakis giocano un ruolo fondamentale rispetto al resto degli strumenti, recreando riff oscuri e diretti che denotano il momento di ottima ispirazione di cui gode il leader. Melodie epiche e fortemente mediterranee e schegge death metal, alternate da oscuri e tribali mid tempo, rendono il lavoro vario e avvolgente e distaccano stilisticamente ancora di più i Rotting Christ dai loro colleghi scandinavi. Un ritorno al passato insomma, basta ascoltare per esempio il riff della velocissima "Rage Diabolicus" che si rifà al riff d'apertura dell' idnimenticabile e insuperabile "Non Serviam", o nelle melodie arcane delle chitarre in "×áïò Ãåíåôï (The Sign Of Prime Creation)" e "Keravnos Kivernitos" secondo me canzone migliore del cd di cui la band ha anche girato un video presente nell' edizione digi, che fra l'altro è in mio possesso. Ottima anche la produzione curata interamente da Sakis nei suoi studios personali che va ancora di più a ingrandire il valore di questo platter.I Rotting Christ sono tornati e la loro musica non può essere paragonata a nessun altro gruppo in giro per il pianeta.<span>Sinteticamente: Consigliatissimo a tutti coloro che non si accontentano delle solite chitarre zanzarose e del black metal stereotipato.
Album fenomenale.
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