Sono ormai 15 anni che Rotten Sound è sinonimo di annichilimento sonoro. Passati lentamente da nome di culto a gruppo di punta della scena grind core, i finnici non perdono mai l’occasione di fare un passo avanti a ogni uscita discografica. Eccoci quindi a questo nuovo, fenomenale Cursed. Enorme, malvagio, oscuro. La nuova fatica di questi quattro scellerati ha la capacità di porsi esattamente tra nuova e vecchia scuola, riuscendo a tenere un piede praticamente in ogni scarpa. Grind, metal, HC, crust. Blastbeat da giorno del giudizio accanto a rallentamenti dal carico volumetrico di un caterpillar. Tra gli ospiti Entombed, Misery Index, Aborted e Total Devastation. Cursed fa quello che ogni disco della sua risma dovrebbe fare: assalire l’ascoltatore, colpirlo in pieno volto e lascialo esanime. Tra le tracce di questo bigino della brutalità non c’è spazio per certe bambinate di scuola gore, tantomeno per i voli pindarici dell’avanguardia più fumosa. Quello che importa è andare veloce, non lasciar abbassare la tensione e mantenere la foga ben oltre il livello di guardia. Non c’è voglia di umorismo mongoloide. Ancor meno tolleranza per le pretese d’artista. Cursed prende il suono estremo e lo riporta indietro, quando i vinili riuscivano ancora a emanare cattiveria e senso del pericolo. In un periodo dove la musica estrema è diventata un motivo come un altro per vendere magliette colorate su MySpace è incredibilmente salutare che a qualcuno interessi solo di suonare oltranzista. Senza far progredire nulla, senza puntare a nessun trono o classifica di fine anno. Sfrondati gli orpelli rimane solo l’essenziale. Quello spirito antagonista e inaccessibile che ci ha portato dischi capaci di colpirti allo stomaco anche a distanza di 20 anni dalla loro pubblicazione. Senza tante cazzate.
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