Tendenzialmente cerco sempre di trovare quanti più lati positivi in ogni lavoro che passo al setaccio per le recensioni.
Nei Psychic Jail ne ho trovati parecchi di aspetti positivi, lo ammetto, ma anche alcuni davvero negativi.
Pur non essendo un fan del genere riconosco la voglia di produrre canzoni con gusto e voglia di aprirsi una piccola nicchia nello scenario musicale underground moderno. Il talento non manca, ma devo essere sincero: l'originalità non è ancora la protagonista delle fatiche compositive di questo quintetto italiano. Troppi cliché, troppi richiami a band famose protagoniste della scena moderna dei i teen-ager frangettati, come Asking Alexandia, Attack Attack! e così via...
Questo è "Autumn", EP di cinque tracce: breakdown, spesso ben scanditi e potenti, riffing tagliente e compatto, voci growl cavernose decisamente ottime, alternate a screams più acidi e interrotte (ahimè anche un po' troppo frequentemente) da stridule vocals pulite. Sicuramente il punto più a sfavore per questa band, a mio parere.
Ammetto di non essere mai stato un grande fan delle clan vocals, ma anche armandomi di pazienza e apertura mentale questa volta non riesco proprio a passarci sopra. Mi dispiace.
Questa band si meriterebbe un ottimo voto per le sezioni ritmiche, per le melodie e gli intrecci di chitarra davvero ben riusciti e di ottimo gusto, i ritornelli con aperture memorabili e piacevoli, gli intermezzi elettronici tamarri e semplicemente fighi, ma perde mille punti semplicemente per colpa delle clean vocals.
Se posso permettermi di dare un consiglio personalissimo a questi ragazzi: abbandonate i clichè e le mode passeggere, forse non conquisterete altrettanti teen-ager, ma sicuramente verreste valutati molto più positivamente da un pubblico ben più ampio, le capacità ci sono tutte, il gusto e il talento anche. Si tratta solo di capire quali sono i punti forti e i punti deboli della proposta musicale e lavorare maggiormente sulla personalità della band, che è ancora troppo simile a band già esistenti da anni (e che ci hanno già stancato), imitate anche male in certi punti.
Altro appunto: Se il mio entusiasmo era comunque abbastanza alto durante l'ascolto delle prime tre tracce del disco, apprezzando particolarmente le parti più brutali e incazzate, questo è miserabilmente sceso allo scoccare della quarta traccia: una "ballad" che più che ballad mi è sembrata una sorta di surrogato di MTV e Finley. Non so quale fosse l'intenzione, ma per mi hanno fatto cadere dalla sedia con aria di sconforto, sulle note (anche un po' stonate) mielose e decisamente inappropriate di questa "Nights". Terribile.
Grazie a dio il disco non si chiude qui ma ci regala un ultimo attimo di violenza con la canzone di chiusura, anche se le clean vocals rimangono onnipresenti nei chorus.
Secondo il sottoscritto i Psychic Jail hanno tanta violenza da vendere, sprecata purtroppo perchè alternata a tutte queste inutili parti melodiche.
Speriamo lo capiscano anche loro, sarebbe figo sentire un futuro full length che segua i passi brutali di questo EP, mettendo inesorabilmente da parte queste inutili sviolinate mielose durante i ritornelli. Confidiamo in voi!
Alla prossima e in bocca al lupo!
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