Oranssi Pazuzu / “Kosmonument”

Kosmonument

Oranssi Pazuzu

Kosmonument

Spinefarm Records, 2011

Voto: 6/10

Non so quasi che dire, ovunque mi giri trovo chili e chili di incensamenti alla nuova fatica della folle band finlandese. Sembra che il parere sia pressoché totale sia in italia quanto all'estero, vorrei invece sapere perchè su di me Kosmonument lasci poco o niente (eppure l'esordio Muukalainen Puhuu l'avevo consumato e mi piaceva parecchio), ogni volta parto armato di buone speranze ed ogni volta finisco col dirmi "perché?" oppure "dov'è quella crispio di scintilla, quando scatta?".

Questa recensione parte in primis nel cercare di capire il mio fastidio, perché se dovessi consigliare questo album di certo non lo farei, ma invece sotto sotto dovreste farlo perché pare piaccia davvero un po a tutti.

L'impatto iniziale è la cosa meno preoccupante, innanzitutto la copertina è davvero affascinante e si candida per il podio delle più belle dell'anno in corso. Ma anche le canzoni migliori si trovano all'inizio, è come se il percorso iniziasse con un discesa semplice e piacevole per finire lentamente su una faticosa salita, quasi di soppiatto si fa largo la noia (c'è da dire che il disco dura davvero troppo, e questo sicuramente influisce sul mio giudizio poco esaltante) e da metà disco in poi l'aria diventa pesante, chiusa, quasi irrespirabile.

Gli Oranssi Pazuzu mantengono grossomodo le coordinate del primo disco, sound fumoso e psichedelico, tastiere eclettico/spaziali sono spalmate ancora una volta su un black metal acido, scarno all'apparenza registrato quasi in presa diretta. Insomma c'è tutto quello che serve per fare bene e canzoni come Komeetta,Loputon Tuntematon o gli echi dimensionali di Uusi Olento Nousee sono li a dimostrarlo. Non mi convincono invece le ampie porzioni strumentali sparse da questo momento in poi (per un totale di 18 minuti complessivi), hanno su di me un potere sedativo abbastanza preoccupante. Maavaltimo è pura introspezione, un distacco "grasso" che riesco a reggere ancora in qualche modo mentre le varie Andromeda, e Kaaos Hallitsee sono (assieme alle strumentali) come il classico dito nella piega. Sembrano pensate per allungare il brodo forzatamente, non è tutto da buttare ovviamente, gli Oranssi Pazuzu in fondo dimostrano sempre la loro personalità ma è tutto cosi soporifero che nemmeno le cose più soporifere di natura danno lo stesso effetto.

A salvarli è la loro "particolarità", la voglia di sperimentare in una direzione personale e fortemente atipica, la speranza per me è che possano risollevarsi presto con un nuovo futuro disco.

Commenti
Northern
Northern ha scritto 6 mesi fa:
Piuttosto deludente (considerando poi l'ottimo debut), a dirla tutta.
AngelusNovus
AngelusNovus ha scritto 5 mesi fa:
io avevo letto pareri entusiasti anche a proposito del primo lavoro che poi, dopo averlo ascoltato, mi ha lasciato con l'amaro in bocca.

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