Odio Vestri / “Darkness of Sorrow”

Darkness of Sorrow

Odio Vestri

Darkness of Sorrow

Art of Silence Series, 2009

Voto: 7/10

Molto buono l'operato della Art Of Silence Series, nuova sotto etichetta della più conosciuta Solitude Productions. La sua politica è quella di scandagliare l'underground per scovare nuove interessanti realtà troppo estreme o acerbe per una release commercializzata. Così nascono queste edizioni ben curate ma limitate a sole 100 copie, insomma un inizio importante ma in punta di piedi dove solo i collezionisti trovano campo.

I russi Odio Vestri sono l'uscita che mi ha catturato di più, ad un primo ascolto il responso è stato senz'altro positivo ma con i seguenti la scintilla è scattata definitivamente. Specificare prima le caratteristiche di "Darkness of Sorrow" è obbligatorio per decidere se intraprendere o meno il suo percorso. La musica affonda le sue note nel funeral doom più estremo, i quattro brani presenti si avvicinano più ai venti minuti che ai dieci e sono privi di qualsiasi parte vocale. Le doti che più mi fanno impazzire della loro musica sono le costanti tastiere di sottofondo e soprattutto il suono di chitarra "ronzante" vero e proprio mattatore di "Darkness of Sorrow". Il suono generale assume un aspetto particolarmente spettrale e distante, dando sia sensazioni di trasporto che di isolamento. Un territorio fertile solo per gli ascoltatori più pazienti, i quali dovrebbero riuscire a cogliere i frutti preziosi che il disco ha da dare.

La opener Mrak Pechali trasmette un discreto senso di assenza e smarrimento mentre la seconda Tlen Nadezhdy rappresenta l'ideale manifesto musicale degli Odio Vestri con le sua apeture "sinfoniche" e un maggiore ritmo di fondo (nonchè una certa melodia che sfocia in un finale assai bello). La terza Forma Melanholii è un gran bel affresco funereo. La finale Vechnaja Skorb’ conclude il viaggio sottolineando come il mood ambientale sia parte fondamentale nell'economia musicale del progetto, sfoggiando anche la migliore alchimia tastiere/chitarra presente nel disco ( con brividini annessi).

Ipnotico, lento e zanzaroso, "Darkness of Sorrow" è un piccolo gioiello che merita di essere scoperto. Non cercate chissà quali idee qui dentro poichè troverete solo aridità e un pò di pace. Ancora adesso sono abbastanza indeciso su come votarlo, da parte mia il punteggio si trova da qualche parte fra il sette e l'otto ma per il momento voglio restare basso anche perchè il prodotto rimane decisamente di nicchia.

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