Ogni nuova fatica discografica dei Cradle Of Filth significa, per noi recensori (sia semplici appassionati che 'professionisti'), il risvegliarsi di un vecchio tormento che ritorna, puntuale come la Morte.In che modo dobbiamo trattarli, questi poveri vampiri? Dobbiamo essere comprensivi con loro, consci del pesante fardello che la band si porta appresso (fardello che assume il nome di ogni loro album sino, quantomeno, a "Dusk and Her Embrace")? Oppure siamo liberi di massacrarli di critiche, da bravi appassionati dell' estremo, facendoci forti delle facili accuse di commercializzazione?Francamente, io credo che sia bene fottercene tranquillamente di tutti questi retaggi appartenenti ad un tempo ormai andato, e constatare alcune cose.Primo: se un gruppo non riesce, dopo gli ultimi tre dischi, ad evitare che la composizione dei pezzi si limiti al riciclaggio di soluzioni già sentite e risentite, peccando spesso di auto-citazione, il risultato finale ne risente. E ne risente sempre più ad ogni nuovo album.Secondo: per il motivo sopra citato sarebbe d'obbligo, per coloro che si sono da poco avvicinati ed appassionati a questa band, andare ad ascoltarsi i primi lavori dei Cradle Of Filth; evitando così di cadere nella trappola di chi ha una cultura musicale lacunosa, la trappola di chi osanna la copia anzichè l' originale, la trappola del music-business.Terzo: la capacità esecutiva non è fondamentale, ma serve. Se perdo un batterista come Nicholas Barker, se cambio più volte formazione, se la voce comincia a fare cilecca già da qualche tempo, se baso la mia presenza live più sulla scena che altro, è evidente che riuscirò a suonare come una volta non senza grosse difficoltà (e tutti i concerti che ho visto della band inglese stanno a dimostrare questo).Detto questo, veniamo a "Nymphetamine".L'album consiste nella solita lunga opera orrorifica (per quanto ormai l' effetto sorpresa sia inesistente, e non nascondo di aver sbadigliato più volte): tale opera gode di una produzione ottima dal punto di vista della limpidezza, sicuramente meno thrashy del lavoro precedente e più spiccatamente heavy metal, la quale però è totalmente inadatta a supportare un sound che necessiterebbe di ben più potenza ed aggressività (a meno che non ci si accontenti di un ascolto leggero, tra una song di Vasco e una della Pausini).Si parte dunque con il solito intro, per poi sfociare in "Gilded Cunt" e "Nemesis": queste due canzoni sono purtroppo accomunate dal fatto che somigliano terribilmente ad un collage di parti autocelebrative (per non dire identiche a vecchie e ben più famose tracce), ed altre abbastanza spompate, prevedibili. Il lead sound delle chitarre in "Nemesis" mette a nudo i problemi di una registrazione leggera, nonostante qualche buona soluzione armonica.Ma il peggio arriva con le seguenti "Gabrielle" e "Absinthe With Faust": la prima ci illude con un riffing quasi black metal, per poi annoiare a causa della sua totale banalità; la seconda si destreggia tra giri di accordi alla Iron Maiden di "Brave New World" e partiture gothicheggianti mai troppo convincenti od originali. "Nymphetamine Overdose" è la classica hit da classifica, melodica, prevedibile, in cui spicca l'apparizione totalmente inutile di Liv Kristine. Peccato: l' inizio e il finale dissonanti (non presenti nel nuovo video, chiaramente) avevano anche cominciato ad esaltarmi...Per finire, riaffiora un po' del vecchio spirito dei Cradle Of Filth in "Medusa And Hemlock" e "Coffin Fodder", quest'ultima molto heavy metal così come la lenta "English Fire", laddove si alternano pregevoli soluzioni gothic a noiosissimi tratti melensi. "Filthy Little Secrets", invece, sembra scritta in dieci minuti, tanto che mi chiedo se non abbia più senso registrare dischi di cinquanta minuti, evitando porcate come questa. Buone invece le ultime due tracce, in particolar modo il finale di "Swansong For A raven" e le parti più estreme di "Mother Of Abomination", che risollevano un giudizio complessivo altrimenti davvero negativo.Concludendo, questo "Nymphetamine" è da giudicare come un lavoro del tutto nella norma.Nella norma la proposta musicale e concettuale, ormai vetuste.Nella norma l' esecuzione, che non brilla certo per tecnica ma almeno non si sforza di andare oltre le proprie capacità (cosa che su disco magari è trascurabile, ma poi l' effetto dal vivo si vede eccome).Nella norma la composizione, la quale ha però l'aggravante dell'autocitazione e della mancanza di originalità, a parte qualche raro spunto di vitalità.Questo è quanto; e non si creda che basti vendere magliette pseudo-osè a qualche sfigato adolescente aspirante vampiro: dai Cradle Of Filth ci si aspetta di più (anzi, personalmente direi che è più corretto "ci si aspettava"... quattro album fa).
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