Norma Jean / “O God, The Aftermath”

O God, The Aftermath

Norma Jean

O God, The Aftermath

Tooth e Nail, 2005

Voto: 7/10

Mettiamo subito in chiaro una cosa: nonostante la classe e la professionalità della band in questione questo è un album deludente. Considerando che a scriverlo e a suonarlo sono i Norma Jean, band che negli ultimi tempi si è vista investita da uno status di culto non indifferente in ambito post HC. Il problema più grosso di questa release è che, anche se certi suoni hanno contribuito loro stessi ad inventarli, tutto sa di già sentito, dai riff carichi di dissonanze, alle ritmiche sbilenche e spezzate in frammenti infinitesimali, alle vocals sbraitate e da pazzo furioso. Manca una reale evoluzione per la band che da molti era considerata maestra nella manipolazione di certi suoni e di certe idee. Quello che è successo in questi anni è sotto gli occhi di tutti: i Dillinger sempre più rockettari, i Converge tornano al punk primordiale, nuove sonorità entrano di gran forza nel nostro spettro sonoro grazie a Mastodon e The Great Deceiver, terroristi sonori come i Pig Destroyer ci sfondano i timpani miscelando come mai nessuno prima thrash e grind, il metal core va in classifica ,... una rivoluzione è in atto e l'unico modo per non perdersela è cominciare a correre. Rimangono comunque magnifici nella loro genialità i titoli delle singole canzoni e gli sporadici intermezzi melodici, ruvidi e decisamente ben studiati. E se fosse questa la nuova linea guida dei Nostri? Concludo dicendovi che questo potrebbe essere un disco adattissimo per i neofiti di un certo modo di intendere la materia musica, vista la perfezione formale e il suono cristallino delle composizioni. Come punto di partenza per immergersi in un universo di caos controllato vale veramente l'acquisto.

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