Gli zozzoni danesi Horned Almighty continuano il loro percorso fatto di grezzume e deviazione, un percorso ben chiaro sin dall'esordio Black Metal Jesus. Suonano ancora come un tempo, solo che la produzione ora è cristallina e fa letteralmente deflagrare ogni strumento, voce compresa. Il percorso d'oro del gruppo danese lo si può guardare anche dall'etichetta di turno che li ha accompagnati. Gli esordi marci ed inesperti sono a carico della Infernus Rex, mentre il primo grande tassello compositivo (Contaminating the Divine) è stato supportato dalla buonissima Obscure Abhorrence Productions. Il pubblico li ha giustamente notati ed ora il quarto full-lenght qui in esame vede l'affiancamento di un mostro come la Candlelight Records.
Senza stare troppo a disquisire, il nuovo Necro Spirituals segue pari pari le coordinate del suo predecessore, stessa miscela esplosiva (forse addirittura resa meglio) e stesso livello compositivo che rende praticamente impossibile la scelta di un preferito. Avete adorato Contaminating the Divine ? Bene, perchè Necro Spirituals vi fornirà la stessa carica, e metterà a rischio le vostre vertebre ancora una volta. E' incredibile il sound che questi ragazzi danesi hanno saputo tirare fuori, se i Motorhead si mettessero a fare black metal probabilmente il risultato sarebbe una cosa molto simile a quello che suonano oggi gli Horned Almighty.
Necro Spirituals sventrerà il malcapitato con nove brani di un impatto tremendo, accelerazioni e rallentamenti che hanno come unico scopo quello di farti staccare la testa dal collo. Sono poi da sottolineare la prova al basso (messo sempre in primo piano e ulteriore motivo di esaltazione), e la prestazione vocale di S. , macabro, violento e corrosivo come non mai. Il suo cantato sta diventando sempre più personale senza perdere un solo punto in termini di malignità.
Niente filler quindi per un disco che spara la sua cartuccia prelibata in partenza, la title track agisce esattamente come faceva Vile Works of Witchcraft per Contaminating the Divine. Heavy/black'n'roll terremotante che non lascia prigioneri nel suo ritornello (porre attenzione poi al momento con la tastiera "horrorifica" in sottofondo) e nel conseguente momento "groove". Fountain of a Thousand Plagues non dà tregua all'ascoltatore ed apre ad un altro piccolo masterpiece dal titolo di Sworn Divine Vengeance, impossibile non esaltarsi quando S. scandisce il titolo della canzone, e che ripartenza poco dopo! Age of Scorn, In Jubilation and Disgust e Blessing the World in Pestilence mantengono alta l'attenzione prima di un finale con i controfiocchi. Dapprima una splendida e a suo modo anathemica The Illuminated Void, poi la doppietta finale basata sui rallentamenti. Gli Horned Almighty dimostrano di saperci fare anche in questo campo, Blasphemous Burden è quasi stoner nel suo incendere e nel suo cambio tempo, mentre la conclusiva Absolved in the Sight of God manda tutti a casa fra momenti soporiferi e ripartenze dannate.
Volete fare musica marcia, carica d'odio e allo stesso tempo non troppo complessa? Di questi tempi dovete prima rendere conto agli Horned Almighty.
Per inserire un commento devi essere registrato.
Clicca qui per registrarti oppure effettua il login.