Nachtmystium / “Addicts: Black Meddle Part II”

Addicts: Black Meddle Part II

Nachtmystium

Addicts: Black Meddle Part II

Century Media, 2010

Voto: 7/10

I Nachtmystium in ben dieci anni di attività non sono certo rimasti con le mani in mano. Una corposa quantità di split cd, live album e full lenght veri e propri costellano la storia di questa band, nata nell’Illinois in quel duemila che sembra tanto lontano. La vera svolta nel sound della band, che li ha visti catapultati nelle promesse del genere estremo, avviene solamente nel duemilaotto quando esce Assassins: Black Meddle Part I. Tutti i vecchi fan infatti rimasero piuttosto spiazzati dal nuovo materiale in studio degli americani che, abbandonato il black metal di matrice tradizionale che suonavano sin dagli esordi, si è lanciato in un azzardo musicale che a molti ha fatto storcere il naso. Sebbene gli States non siano famosi esattamente per la loro ricchezza di band black metal originali in questi ultimi anni si sta osservando un certo cambio di tendenza e proprio dagli USA cominciano ad emergere realtà interessanti.

Addicts: Black Meddle Part II finisce il lavoro che il primo capitolo aveva solamente cominciato. Se infatti Assassins conservava ancora parecchio della grezza concezione musicale che il black metal classico propone, aggiungendo solo delle parti psichedeliche ad uso di fioretti ed orpelli, questo ultimo lavoro è molto più articolato e soprattutto beneficia di una continuità compatta. Chiariamoci subito: in questo disco possiamo ascoltare praticamente tutte le influenze che i Nachtmystium hanno immagazzinato in questi dieci anni di carriera. Quindi, oltre alle propaggini spiccatamente psichedeliche, sentiamo anche un cantante che nulla ha perso dell’antica verve. Sporchissimo e malato in tutto il minutaggio del disco la voce si concede veramente pochissimi momenti di clean vocal lasciando che la ruggine delle harsh si mescoli con la musica da trip acido come avviene per esempio in No Funeral.
Si nota come le basi ritmiche della musica subiscano una virata sostanziosa in territori più affini all’hard rock, forse più propensi ad amalgamarsi con partiture di tipo “space metal”. Il guitar working è più centrato su un riffaggio pesante e caldo ma non veloce preferendo alle tempistiche più tirate dei mid tempo in cui i suoni elettronici e gli strumenti tradizionali possono fare un gioco di rimandi riempiendo in modo eccezionale la struttura del brano. La title track esprime in modo eccelso l’intera proposta musicale del disco, concorrendo come una delle tracce migliori dell’intero platter. Riesce sostanzialmente a convincere l’ascoltatore, cosa che nel primo capitolo era riuscito solamente alla suite finale Seasick, a mio avviso uno dei più fulgidi esempi di crossover dell’anno duemila8. La musica proposta riesce a mantenersi coesa e non scivola in momenti noiosi o determinati da un “vuoto di idee”, indicatori di poca coerenza nel materiale composto.

Considerando che questo è il secondo album dopo la svolta psichedelica della band americana si può concludere che di strada ne hanno sicuramente fatta. Lasciando da parte le incertezze che ancora accompagnavano il primo capitolo della saga, questo Addicts costituisce un tassello molto importante per i Nachtmystium, contribuendo a rinsaldare e a perfezionare le idee che cominciavano a venire espresse in Assassins. Questo disco continua la progressione dei Nachtmystium all’interno dei meandri di ciò che il black metal può diventare. Piacerà sicuramente a tutte quelle persone a cui poco importa l’affinità dura e pura con gli stilemi tipici del genere.

Commenti
Northern
Northern ha scritto 2 anni fa:
A me ha deluso. Dove il primo riusciva perfettamente ad unire le 2 anime della band, qui la parte "progressista" ha preso il sopravvento e, sinceramente, mi ha deluso essendo piuttosto priva di mordente.
Dispiace.
AngelusNovus
AngelusNovus ha scritto 2 anni fa:
Secondo me però questo lavoro è più compatto. Il primo era piuttosto discontinuo a parte, come ho già scritto, la suite di Seasick: la parte II è troppo bella (Oceanborn).
Northern
Northern ha scritto 2 anni fa:
Forse si, ma il primo lo trovo decisamente più ispirato. Con tutte le buone intenzioni di questo disco, e ce ne sono, non ho avvertito brani come una Ghosts of Grace, per dire, e questo mi ha decisamente deluso.
AngelusNovus
AngelusNovus ha scritto 2 anni fa:
Però devi ammettere che rolla come del vero rock 'n roll!
Northern
Northern ha scritto 2 anni fa:
Oh beh si, sicuramente hanno una proposta personalissima con un grande tiro. In questo: tanto di cappello.
AngelusNovus
AngelusNovus ha scritto 2 anni fa:
Un tiro così non è da tutti in effetti

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