Una band finalmente capace di entusiasmarmi per la personalità di una proposta la quale, nonostante non apporti molto di nuovo a quanto già scritto nella storia del death grind europeo, risulta essere fresca e divertente. Proprio dalla corrente appena menzionata, questi quattro caproni teutonici (vi invito a prendere visione di artwork e foto della band per affinchè possiate rendervi conto di cosa io stia parlando) pescano influenze più che dirette, proponendo un suono incredibilmente massiccio, grosso e grasso, per cercare di mettere in prosa musica fortunatamente ben poco raffinata, dato che questo consente all'ascoltatore di immaginarsi quali macchine da guerra possano essere i MTGM in sede live. Questo non significa che i nostri non siano in grado di comporre degli ottimi brani che, per quanto scontati in molte soluzioni, riescono a farsi ascoltare con grande piacere, vuoi perchè obiettivamente ben realizzati e supportati da una produzione aggressiva e potente, vuoi perchè, tutto sommato, un ascolto meno impegnativo di tanto in tanto ci sta. Volendo fare un paragone diretto con le sonorità di band già note, direi che il combo tedesco prende spunto, interpretandolo nella sua chiave "caprina", dal sound dei Napalm Death dell'era di mezzo e dagli Aborted poco prima che si mettessero a far musica col bollino verde. A tutto ciò, come già detto rivisitato con una buona personalità, aggiungiamo qualche casuale spruzzata di surf punk e abbiamo un disco che, onestamente, non meritava le critiche e le stroncature in cui, in troppe occasioni, mi sono imbattuto. Ovviamente, nonostante le mie lodi, l'obiettività mi impedisce di assegnare al "Brack from the Goats" (apprezzabile riferimento a un vecchio capolavoro del death metal made in US) un voto più alto di quello che trovate riportato. In cuor mio, dovessero passare da queste parti, non credo mi farò mancare una serata a base di latte di capra.
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