Mastodon / “Leviathan”

Leviathan

Mastodon

Leviathan

Relapse, 2004

Voto: 10/10

Già dal primo riff di "Blood And Thunder" possiamo realizzare cosa significhi realmente questo nuovo lavoro dei Mastodon: la materia metal ha subitolo strappo definitivo, nulla sarà più come prima. Finalmente è arrivato il vero new metal.
A metà dei '90 ci si emozionava (me compreso) di fronte a look appariscenti, chitarre ultra ribassate, cantanti depressi e/o disturbati, arrivando a definire quello che si sarebbe rivelato solo un posticcio baraccone mediatico come la nuova ondata metal, e in questi ultimi anni note riviste estere di settore hanno eletto gente come Chimaira a nuovi profeti del metallo più incandescente. Ora ci si rende conto di come si deve rifare tutto. Perché nulla dà le stesse emozioni, se non i grandi classici del nostro genere preferito, che ci regala, a piene mani, questo "Leviathan".
Gettiamo via testi da bamboccio viziato, dreadlock posticci, megaproduzioni ultracristalline, video hollywoodiani, ma anche chiodi, borchie, cartucciere, dichiarazioni ad alto tasso di stronzaggine, cover sanguinolente e ideologie a dir poco discutibili. Sono i Mastodon che dettano legge ora, con il loro buongusto, con la loro tecnica e musicalità sopraffine, con quel riffing caldo, potente e deciso. Merce che vale più dell'oro, in una landa desolata popolata da effimere proiezioni del futuro e da fantasmi sbiaditi del passato.
Comprate questo disco, consumatelo, interiorizzatelo, consci di avere tra le mani quello che potrebbe essere (vedremo cosa ci porteranno i prossimi mesi) il nuovo "Master Of Puppets" o il nuovo "Paranoid". Scavatelo, esploratelo in ogni minimo meandro, riempitevi di una gioia nuova quando ci ritroverete tutto quello che secondo voi contribuisce a dare forma ad un grande album. Melodie malinconiche (enorme novità rispetto alla claustrofobia del primo episodio), moshing sfrenato, soluzioni che partono dal thrash ottantiano per concludersi con un tuffo nel post core più maligno e lisergico, una cascata di note che vanno a scontrarsi con una ritmica vorticosa e trascinante come una tempesta in mare aperto. Tutto quello che manca a quei dischi così-così che affollano il mercato lo ritroverete nella stiva del capitano Acab, garantito.

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