Anche per i Marduk il 2007 è l'anno che segna il loro ritorno sulle scene a distanza di tre anni dal deludente "Plague Angel"."Rom 5:12" è il decimo album della carriera dei blackster svedesi; carriera disseminata di perle nere e che ha contribuito in maniera esponenziale a far crescere e conoscere il black metal in tutto il mondo, ma anche carriera non certamente priva di cedimenti e cadute. Infatti gli ultimi album della band, partendo dal violentissimo ma scialbo "Panzer Division Marduk" fino ad arrivare al già citato "Plague Angel" erano stati per il sottoscritto, ma anche per moltissimi fan, il segno di un declino che pareva inarrestabile. Quindi in tutta onestà non mi attendevo nulla di buono dalla nuova fatica di Mr. Håkansson e soci e molto francamente mi sono accinto all'ascolto di "Rom 5:12 " abbastanza prevenuto.Forse però proprio la mancanza di aspettative e la poca fiducia che riponevo nei Marduk ha fatto sì che il loro nuovo album mi prendesse di sorpresa.Innanzitutto finalmente i Marduk hanno capito una cosa fondamentale, cioè che non serve sempre andare a 3000 per suonare del buon black metal. Infatti gli svedesi cambiano pelle non basando più la loro musica solo sulla violenza cieca e fine a se stessa, che da "Panzer Division Marduk" era divenuta la sola protagonista della loro musica, ma riscoprendo quelle sinistre atmosfere che comunque facevano parte del loro bagaglio musicale. L'album difatti è costruito principalmente su dei mid tempo sulfurei e scurissimi, rivisitati però con una attitudine quasi Rock, che non credevo appartenesse al DNA di Morgan e questo ha permesso al combo svedese di esplorare nuove soluzioni per la band, che ha portato alla scrittura di pezzi coesi e morbosi, ma anche molto easy, come la stranissima "Imago Mortis", canzone veramente spiazzante messa in un disco dei Marduk o la splendida e cadenzata "Accuser / Opposer" nella quale fa la sua apparizione come guest anche Alan Nemtheanga, cantante dei Primordial, che con il suo cantato pulito rende l'aura della canzone ancora più macabra e oscura.Non mancano però anche le tipiche sfuriate tanto care alla band di Norrköping, come "Cold Mouth Prayer" o "Vanity Of Vanities", che tuttavia rispetto al recente passato sono finalmente ispirate e malvagie e finalmente coadiuvate da una ottima prestazione vocale di Mortuus che su questo album ritorna ai livelli di eccellenza a cui ci aveva abituato nei Funeral Mist.In definitiva "Rom 5:12" può essere considerato l'album della rinascita per i Marduk; non siamo di fronte ad un capolavoro, ma se ascoltato senza pretese o aspettative quest'album potrà dare delle soddisfazioni ai tanti estimatori della band.<span>Sinteticamente: "Rom 5:12" ci mostra una formazione finalmente spinta da una volontà di rinnovamento e da un ritorno d'ispirazione.
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