Dopo Xasthur e Bilskirnir, sembra che la bulimia discografica abbia contagiato anche i veterani Lunar Aurora: sono infatti ben due i full ? length pubblicati dal trio teutonico nel volgere di un anno solare, usciti tra l'altro per due etichette diverse, entrambe esordienti. Certo, non raggiungiamo assolutamente i livelli eclatanti di compulsione alla pubblicazione che caratterizzano le uscite dei primi due nomi citati: tuttavia questa prolificità suona come un campanello d'allarme alle mie ormai martoriate orecchie, perché ultimamente lo sfrenato attivismo dei gruppi black più in vista si è accompagnato, ahimè, ad un netto calo qualitativo. Per fortuna, "Zyklus" rappresenta una parziale smentita ai miei timori: ancora una volta la band in questione si rivela una realtà assolutamente eccezionale, capace di portare avanti con coerenza un suono ed uno stile compositivo unici, che sono stati in grado, negli anni passati, di metterla al riparo da patetici tentativi d'imitazione da parte di replicanti senza infamia e soprattutto senza lode, ed allo stesso tempo di porla come fonte d'ispirazione per gruppi di grandissimo valore, i quali ne hanno mutuato atmosfere ed inventiva (sto pensando in particolare all'uso delle tastiere da parte dei Nocte Obducta). Da questa premessa s'intuisce che le coordinate sonore rimangono quelle di sempre: abbiamo quindi a che fare con quattro lunghi brani, ognuno dedicato ad un particolare momento del giorno, ovvero mattino, pomeriggio, sera e notte (da qui il titolo "Zyklus", ciclo in italiano); ogni composizione si sviluppa sopra un tessuto sonoro fatto di riff serrati e reiterati all'inverosimile, operazione scientemente applicata per portare l'ascoltatore ad una sorta di stato ipnotico, caratteristica precipua del combo teutonico; l'uso delle tastiere è, come di consueto, parsimonioso e finalizzato a creare angoscia, inquietudine ed in generale un senso d'oppressione strisciante e, man mano che il disco avanza, sempre più accentuato e impossibile da arginare. Fin qui tutto bene: però adesso è giunto il momento di spendere due parole anche per le pecche di quest'opera, che malauguratamente sono piuttosto pronunciate rispetto allo standard qualitativo al quale ci hanno abituato i Lunar Aurora nelle loro precedenti emissioni. Si è parlato dei riff: se è vero che risultano piuttosto ben congegnati, è altrettanto inconfutabile che non reggono il confronto con quelli contenuti nei capolavori precedenti. Qui c'è molto più mestiere e molta meno passione rispetto a quanto fatto in passato su dischi eccelsi come "Seelenfeuer" o "Ars Moriendi". Inoltre, prendendo sempre spunto dalla base chitarristica dei pezzi, si rileva una minore compenetrazione tra questa e le tastiere, che lascia un senso di mancata simbiosi tra le due componenti, altro aspetto che da sempre caratterizza questi fuoriclasse del black metal. Intendiamoci, roba che il 90% dei mestieranti da strapazzo che ammorbano la scena oggigiorno si possono solo sognare. Però qui siamo di fronte ad un nome oramai storico e affermato, tra i migliori che la Germania abbia mai prodotto: e certe sottigliezze, anche se non pregiudicanti un intero lavoro, non vanno passate sotto silenzio. Per fare un confronto secco e chiarificatore, "Elixir Of Sorrow" rimane nettamente superiore a quest'ultimo album: più inventiva, più variazioni, più soluzioni imprevedibili, più riff memorabili. Certo che poi il colpo da maestro questi crucchi te lo tirano sempre fuori: in questo caso si tratta della terza song, "Der Abend", la quale può vantare un riff portante che dire eccelso è utilizzare un eufemismo: potente, veloce, freddo come la morte e bollente come l'odio appena sorto, questo brano è degno di essere annoverato fin da subito tra i loro capolavori, a fianco di roba incredibile come "Schwarze Rosen", "Mein Schattenbruder" o "Hier und Jetzt", per parlare di una composizione più recente. Peccato che a fianco di quest'unico splendore ci siano tre pezzi carini, ma in ultima analisi troppo prevedibili e privi delle necessarie sfumature che rendono, di norma, l'ascolto di un disco dei Lunar Aurora un'esperienza incredibile. In ogni caso, rimane una delle migliori uscite di BM dell'anno, e se siete degli estimatori delle atmosfere sottilmente perverse e angoscianti che solo le note di questo complesso riescono a dispensare, l'acquisto è caldamente consigliato. Io spero solo che la prossima volta si prendano tutto il tempo che desiderano per creare un vero e proprio capolavoro. Possono farlo.
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