Parlare di "Mond" significa avvicinarsi ad un pezzo che non può mancare nella vostra libreria musicale. Se i Lunar Aurora avevano già deliziato le vostre orecchie con tutti i loro precedenti album, con questo ultimo capitolo ci regalano il perfetto equilibrio tra black metal freddo, oscuro e melodie dark, quasi filosofiche a livello sonoro. Riffs apocalittici, come se fossimo finalmente arrivati al giorno del giudizio finale, sottofondi estremamente delicati e melodici, raffinati, studiati con la passione per questa musica, si uniscono a una aggressività che ben conosciamo e che si rinnova con accresciuta convinzione. Forse meno avantgarde del precedente "Zyklus" e probabilmente più ricercato rispetto ai primi tre capitoli ormai difficili da trovare in circolazione ma capisaldi di un black davvero valido, questo "Mond" sembra davvero composto in una notte in cui l' unica fonte di luce è il volto multirugoso della Luna, piena ovviamente. È l' ennesimo viaggio alla riscoperta delle radici ed è uno scombussolamento sonoro unico.
È energia allo stato puro, è un vortice di forza drammatica, accentuata ancora di più da una performance di drumming (Profanatitas) davvero notevole. Arrivati al settimo full lenght i Lunar Aurora dimostrano una crescita
impressionante sia per le capacità tecniche che per il songwriting. Segnalo come migliore traccia la numero sei "Grimm", le cui tastiere intense, cariche di pathos e carismatiche rimangono impresse.
Ottima produzione, suono chiaro, pulito e distruttivo. Se li avete amati prima li amerete anche adesso.
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