Watain / “Lawless Darkness”

Lawless Darkness

Watain

Lawless Darkness

Season of Mist, 2010

Voto: 7/10

E' giunto il momento del quarto disco in casa Watain, una della formazioni più chiacchierate, amate ed odiate fra quelle di "recente" creazione. "Lawless Darkness" arriva dopo il passo falso di "Sworn To The Dark" ed in tanti aspettavano al varco il completo tracollo della band svedese.
Questo tracollo è avvenuto? da parte mia posso dire non completamente, anche se in molti non faranno altro che evidenziare i punti deboli della nuova nascita. Il primo e più importante appiglio per i detrattori sarà la produzione e la pulizia sonora. Questo poteva essere benissimo un'arma sbagliata anche dal mio punto di vista, ma tenendo conto che lavori come i primi due non saranno più di casa è meglio continuare su un'altra strada certamente più easy ma quantomeno diretta e senza nascondigli o chissà quali appigli. L'altra accusa alla quale invece mi accodo anche io è la durata, "Lawless Darkness" dura troppo, non ci sono "ma" che tengano. Tenendo conto che la parte iniziale e quella finale sono le meglio riuscite non ci vuole molto a capire cosa doveva essere fatto per guadagnare qualche punto in più. Invece in questo caso i Watain hanno voluto esagerare e mettere troppa carne sul fuoco, penso che con i brani che considero "riempitivo" avrebbero benissimo potuto costruire canzoni brillanti per il futuro. Pazienza e un minimo di autocritica a posteriori possono bastare ad evitare questi errori.

L'inizio è in assoluto la parte di "Lawless Darkness" che preferisco, i Watain in brani come Death's Cold Dark, Malfeitor, Reaping Death e Four Thrones mi hanno riportato spontaneamente ad un mio personale monumento sonoro. Sto parlando di "Diabolical" dei Naglfar, il disco più violento e sanguigno della band svedese. I Watain si dimostrano in queste canzoni maestri della melodia swedish senza strizzare occhiolini a niente e nessuno (certo un pò di pulizia in più rispetto ai Naglfar c'è). Devo ammettere che se mi avessero fatto tutto il disco su questi livelli li avrei adorati come il nuovo messia. Poi, è proprio nel cuore del disco che si consuma il dramma. Contate insieme a me, nove minuti (di noia ed inutilità) di Wolves Curse, i sei della strumentale title track che ci sta come i cavoli a merenda e altri sei per una scialba Total Death (Motorhead meets Carpathian Forest) per un totale di venti minuti abbondanti di noia mortale. Insomma un vero tracollo che rischia di rovinare quanto di buono c'è attorno, ed è qui che in parte capisco gli acerrimi criticatori di "Lawless Darkness".
Meno male che il finale ripara in parte i danni, prima con Hymn to Qayin dove si libera lo spettro dei Dissection nell'aria con buoni giri chitarristici. E poi con il quarto d'ora conclusivo di Waters of Ain (Celtic Frost e tanto altro) dove questa volta i minuti non sono gettati al vento e anzi stanno a dimostrare una certa maturità. Nel mezzo una Kiss Of Death non proprio completamente riuscita.
Dieci canzoni, sei da ascoltare, tre da dimenticare e una insipida. C'è il rischio di sbagliare il voto, direi che un sei e mezzo sarebbe abbastanza giusto ma voglio tendere al sette perchè le canzoni migliori meritano di essere ascoltate.

Questo disco verrà adorato per la maggiore da chi si limita ad ascoltare solamente il black metal dei grandi nomi. Mentre sarà più difficile accalappiare i consensi di chi bazzica nell'undeground. Distaccandomi da queste dimensioni posso dire che la formazione svedese ha composto diverse belle situazioni e dimostra di essere tutto fuorchè una band "pensionabile". Meno manie di grandezza in futuro potrebbero far si che nascano altri bei lavori, nel frattempo mi godo il presente anche se a metà. Non male nemmeno la copertina pur non essendo chissà cosa, ma devo dire che balza immediatamente all'occhio.

Commenti
BlackiceLORD
BlackiceLORD ha scritto 1 anno fa:
Il disco è stato bocciato da tantissimi, ma secondo me è quasi allo stesso livello di Casus Luciferi. Obiettivamente, Casus è uscito in un periodo storico fortunato, ma Lawless Darkness riesce ad aggiungere una certa epicità e una maggiore monumentalità. La produzione è perfetta e la componente heavy metal è stata inserita nel miglior modo che si potesse fare. E' stranissimo ascoltare quegli assoli in Waters of Ain (miglior brano che i Watain abbiano composto), eppure ci sono riusciti benissimo, senza cadere in fronzoli riempitivi ne' troppo manieristici. Tantissime le citazioni ai Dissection, di cui i Watain, sono diventati ormai una sorta di "eredi" spirituali.
ps: @DukeFog: come non essendo chissà cosa la copertina ?? è bellissima, dovresti vederla nel vinile, è di una qualità altissima. =)
DukeFog
DukeFog ha scritto 1 anno fa:
Era riferito al fatto che appare molto semplice, cioè non molto ricercata ma semplice e d'impatto. Il vinile aspetto l'occasione giusta per raschiare qualche euro in meno, le medie prezzo sono troppo alte eheh.
BlackiceLORD
BlackiceLORD ha scritto 1 anno fa:
si, te lo consiglio. Anche il libretto booklet interno ha una qualità decisamente superiore rispetto al cd (nel cui hanno abbassato la risoluzione della grafica).
affasf
affasf ha scritto 1 anno fa:
uno dei migliori quest'anno.

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