Qualcuno dirà che ogni disco è uguale al precedente (...dalla svolta dell'accoppiata "Discouraged Ones"/"Tonight's Decision" diciamo...), qualche estimatore del loro cosidetto "primo periodo" sarà assolutamente deluso da questo nuovo lavoro degli svedesi Katatonia...
Le evoluzioni, come spesso accade e soprattutto in ambito musicale, portano sempre disappunti, rotture e da questa cosidetta svolta "melodica" dei Katatonia risalente a tre o quattro dischi fa sinceramente non posso affermare con certezza che i nostri abbiano ingigantito la sfera dei loro fans. Come un fan nuovo nasce, un estimatore delle vecchie sonorità alla Brave/Murder/Day viene meno, deluso da un nuovo disco che forse troppo sa di "moderno". Ad ogni modo, pensieri astratti, numeri che sinceramente non mi interessano. Preferisco sicuramente la realtà dei fatti: "Night is the new Day" non è un'evoluzione, ma neanche un passo falso. Non parliamo di un capolavoro, una gemma lavorata, ma di un prodotto assolutamente convincente e sopra la media delle uscite attuali.
Certamente, le coordinate stilistiche di Renske e compagnia non sono cambiate: canzoni dalla struttura fortemente pop (strofa, ritornello, strofa, special, ritornello), evocative, oscure. Ricercate melodie vocali (riuscirà a riproporle dal vivo? ndr), appunti chitarristici degni di nota seppur semplici, belle armonie, interessanti arrangiamenti, una produzione calorosa e viva.
"Forsaker", "The Longest Year", "Day and then the Shade" i migliori episodi dell'intero lotto; da evitare calorosamente invece "Idle Blood" (ma perchè anche solo concepire una canzone che potrebbe uscire direttamente da un qualsiasi album degli Opeth?).
Come sempre tutto è al posto giusto, preciso, ordinato. Come sempre.
E come sempre tutto resta immutato, statico. I Richiami elettronici dei precedenti album sono anche qui presenti, gli arpeggi, quel flavour vagamente "post" e "negativo" pervadono il disco e sono reminescenze dei vecchi lavori.
Nulla di nuovo dunque, ma questa "staticità" stilistica risulta la chiave per la comprensione di questo nuovo capitolo. Quasi un'autocelebrazione, un plagio di se stessi alla ricerca di un qualcosa che non si vuole più cercare. A voi il compito di capire se questo possa essere un album, un gruppo che fa per voi.
Departer è davvero una gemma. L'Headbang è obbligatorio.
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