Isis / “Oceanic”

Oceanic

Isis

Oceanic

Ipecac Recordings, 2002

Voto: 8/10

Oceanic è il secondo lavoro in studio degli americani Isis, capitanati da un Aaron Turner più in forma che mai. Estrinsecarsi di un concept basato su uno scritto del poeta americano Walt Whitman, il disco rappresenta una solida prova delle potenzialità del quintetto, concretizzate in nove brani dall’ottima fattura. Ad accorgersene è anche l’enfant prodige Mike Patton, che non manca certo questa ghiotta occasione per pubblicare la band bostoniana tramite la sua etichetta, la Ipecac.

Se in poco tempo gli Isis sono diventati gli alfieri del Post Metal più ricercato ci sarà un motivo, e questo motivo Oceanic lo dimostra appieno. Lo stile degli americani è distinguibile tra mille, amalgamando in modo eccezionale le parti più cadenziate e pesanti con quelle riflessive, giostrando abilmente con strumentazione classica ed apparecchiature elettroniche. La voce, ruvida ma profonda, accompagna senza sosta ogni composizione riuscendo a mantenere una tensione palpabile in ogni attimo di cantato. Pur non complicando troppo le composizioni in termini di struttura o ritmica, gli Isis ci propongono dei brani dalla durata considerevole, e questo forse potrebbe far storcere il naso ai puristi del “dritto-alla-meta” tipico di altre band “-core”. Rinunciando alla facilità della canzone “strofa-ritornello” però, gli Isis guadagnano in maestosità, confezionando un sound denso e praticamente senza smagliature. Non a caso il disco ha riscosso (e riscuoterà sicuramente) pareri ampiamente positivi dalla critica e dagli ascoltatori di mezzo mondo. I brani che più colpiscono sono di sicuro quelli dove il binomio tipico del post rock (e quindi, per figliolanza, anche del post metal) basato sulla quiete-prima-della-tempesta viene utilizzato in modo bilanciato e preciso. The Beginning and the End, prima traccia del disco, è una testimone più che attendibile di quello che sto tentando di descrivervi. Una bella sterzata per una band che nel primo full lenght si è ispirata principalmente alla vena americana dell’hardcore . In Oceanic, sebbene la ruvidità di certe impostazioni si rifaccia ancora a quel filone della musica estrema, la carne al fuoco è ben altra.

Oceanic è il disco che consacra gli Isis come una delle migliori band in circolazione, proiettando questo prima sconosciuto quintetto bostoniano direttamente sulla vetta della musica mondiale. Epico, roccioso e drammatico, Oceanic è un disco assolutamente consigliato. Uno dei più fulgidi esempi di quello che il post metal può scaturire.

Tags: post metal
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