Insect Warfare / “World Extermination”

World Extermination

Insect Warfare

World Extermination

Earache Records, 2009

Voto: 9/10

Parlando di grindcore, bisogna subito premettere che negli ultimi anni questo filone sia un po’ diventato la caricatura di se stesso, perdendo la componente di genuina incazzatura e critica sociale (evidentemente molta gente soffre di smemoratezza riguardo le origini del movimento…) in favore di tematiche più horrorifiche, massicce dosi di umorismo per sottosviluppati, improbabili patologie inventate da annoiati universitari perdigiorno (guai a chi pensa: “Ehi, ma lo facevano anche i Carcass…”) crudi riferimenti sessuali e stronzate varie, disapprendendo il primo fondamentale comandamento degli storici evergreen Agathocles, ovvero quel “Grind is protest” che vanno predicando da circa trent’anni. Se quindi sono i Mucupurulent la band della vostra vita, chiudete immediatamente questa pagina e andate a masturbarvi altrove.

E’ chiaro che a pisciare sopra al moderno si prende sempre bene, ma alle volte si corre il rischio di fare un ingiusto torto a qualcuno: Insect Warfare, i feroci protagonisti di una carriera breve ma altrettanto intensa, come il grindcore insegna.
Dopo vari split e sette pollici - indimenticabile l’Ep di otto minuti At War With Grindcore del 2005 - i texani ci regalano uno degli ultimi capolavori del genere, l’unico full length World Extermination. Ovviamente, e non mi stancherò mai di ripeterlo, il loro merito più grande è quello di portare alla ribalta le tematiche collettive, piuttosto delle menate splatter che infestano il genere ai giorni nostri.
I tre giovanotti non sono le anime più felici del Lone Star State, basta infatti dare un’occhiata alla loro biografia: “Trust No One. Fuck Scenes.Fuck Leeches. Fuck Backstabbers. Fuck You”.
Il vomitevole disprezzo che la band prova nei confronti della razza umana viene perfettamente tramutato in musica: caoticità, violenza, oppressività, tutto questo va a formare un platter dall’intensità fuori dalla norma. Chiaramente la fonte d’ispirazione sono i Napalm Death di From Enslavement to Obliteration, alla quale aggiungono un “tocco speciale” per creare una miscela totalmente personale; soltanto qualche incompetente, infatti, potrebbe frettolosamente liquidarli con l’etichetta di band clone.
Ma veniamo al sodo: nel rapido susseguirsi dei pezzi, vengono alternati riff di qualità assoluta (qualcuno fermi la mia testa durante i rallentamenti stile Brutal Truth di Manipulator e Hydraphobia!!) a parti di caos più totale (Street Sweeper, Zone Killer, Mass Comunication Mindfuck), il souno è corposo e trascinante, grazie al “muro” innalzato dal basso dello stesso Beau - ovviamente non molto udibile a certe velocità parossistiche - ma comunque sempre presente a far legna nelle retrovie, donando quel tocco di spessore in più; estremizzando il concetto si può dire che è esattamente il contrario di quello che (non) si prova ascoltando …And Justice For All” dei Metallica.
Anche il batterista Dobber non scherza affatto: potente e preciso, un ottimo macinatore che non fa uso di trucchetti, come accade per buona parte dei "colleghi" della deprecabile scena di cui ho parlato qualche riga più sopra.
Particolarmente bestiale, infine, la prova vocale di Rahi, le cui ringhia sono davvero disumane, tanto che risulta assolutamente impossibile poter seguire ciò che viene blaterato (ragione in più per acquistare il disco originale, piuttosto di filantropeggiare spendendo vagonate di soldi in alcool e fumo, caproni!!!).
Liricamente, la band è atroce come suggeriscono i titoli dei brani, che abbracciano argomenti come l'infezione di massa, l’onnipresente guerra nucleare, il lavaggio del cervello e paranoie varie. Sotto questo aspetto, il gradino più alto del podio spetta di diritto alla celebre Internet Era Alienation , in virtù di un testo piuttosto esplicativo per la maggior parte delle attuali generazioni: "Life isn't a messageboard, why don't you go outside. You are not shit without an avatar to hide behind. Always quick to speak you' re mind but you got no one to talk to. Except your dumb-fuck online friends who never even met you. Sit behind computer screens. On the internet you own the scene".

Per concludere, gli Insect Warfare partoriscono un vero capolavoro sotto tutti i punti di vista, che coniuga perfettamente influenze old school ad una visione più moderna del grindcore, condito da una passione fuori dal comune. Acquisto assolutamente obbligatorio per ogni amante del genere.

P.s. - Il disco in questione è uscito originariamente nel tardo 2007 per la minuscola 625 Thrash Records, successivamente ristampato dalla Earache Records -

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