In Mourning / “Monolith”

Monolith

In Mourning

Monolith

Pulverised Records, 2010

Voto: 8/10

Se "Monolith" lo avessero composto gli Opeth si assisterebbe a situazioni di glorificazione esagerate. Fortuna invece vuole che lo abbia composto una band svedese sì, ma di ben altra dimensione se rapportata ad Åkerfeldt e compagnia. Fortuna, vuoi perchè "Monolith" conferma gli In Mourning su certi livelli dopo l'esordio "Shrouded Divine" datato 2008, vuoi perchè per noi ascoltatori si comincia a realizzare quanto questa band potrà ben figurare negli anni a venire. In fin dei conti un bel disco lo realizzano in tanti, ma confermarsi non è da tutti.

Nel loro piccolo, gli In Mourning possono ora vantare due gioiellini invidiabili e diversi fra loro. Certo non si parla di chissà quali differenze poichè la radice rimane invariata, ma almeno per me è come vedere due colori diversi. "Monolith" forse ancora più dell'esordio mostra chiaramente le influenze Opeth, ma risulta anche più dinamico e ostico (certi passaggi entrano in testa con il tempo e faticano ad andar via). Quasi un'ora fra accelerazioni, alcune parti ritmiche, altre riflessive ed emozionali da capogiro. Ogni canzone ha un momento per la quale merita di essere ricordata e in più di un caso gli In Mourning vanno vicini alla totale perfezione. Certo si può dare loro contro dicendo che non fanno niente di nuovo e sono nient'altro che la derivazione di altre band. Bene, ma canzoni come The Smoke e The Final Solution (Entering The Black Lodge) non si scrivono per caso ed il loro grande merito è quello di apprendere la lezione e proporla magnificamente con qualità e spontaneità.
Un'altra chiara influenza che esce a piu riprese è rappresentata dai Katatonia di mezzo (impresa di certo non facile da raggiungere), mentre per le parti lente si possono tirare in ballo i momenti dinamici di Swallow The Sun o Saturnus.
Non può non essere celebrato il cantante Tobias Netzell, preciso ed efficente nel suo growl con il quale procura diversi momenti d'esaltazione, ed appassionante nel suo cantato pulito. Siamo di fronte ad uno di quei casi di voce non perfetta ma che in qualche modo riesce a centrare il bersaglio (prestare attenzione in particolare alla prestazione su The Smoke).
"Monolith" non ha punti deboli, nè filler nella sua tracklist. Si parte da una per me spiazzante For You To Know, opener che riesce nell'intento di celare l'essenza di quel prodotto che si disvelerà invece a partire dalla movimentata The Poet And The Painter Of Souls fra le cui strofe è facile perdersi. The Smoke eccelle con i suoi continui cambi di tempo mentre A Shade Of Plague morde fra strofe intense e un gran bel lavoro di batteria (sicuramente fra le migliori). Pazienza poi se With You Came Silence sembra uscita dalla penna di Mr.Åkerfeldt, ma diciamoci la verità, quanto vorreste una canzone così nel prossimo Opeth? Quasi lo stesso si può dire per Pale Eye Revelation, strofa, pre-ritornello e ritornello da incorniciare. Siamo alla fine e mica ancora è finita. Senz'altro appagati a dovere da quanto ascoltato sin ora, scopriamo con piacere che gli svedesi si sono riservati per il finale una importante cartuccia. Il suo nome è The Final Solution (Entering The Black Lodge), e in dodici minuti incanta e dipinge atmosfere emotive importanti. Lentezza doom, momenti soft ed epici con una splendida parte finale che richiama in parte gli Amorphis in un pezzo di chitarra gli In Mourning fanno intendere quanto i loro orizzonti siano ancora da esplorare.

Ci sono otto scarsi e otto abbondanti, con "Monolith" non ho avuto mai alcuna esitazione riguardo al voto. Questo è un grande disco e come tale va assaporato nella sua bellezza e nella sua difficoltà.

Commenti
Northern
Northern ha scritto 5 mesi fa:
Altro gioiello per questa giovane ma - già - importante band...
AngelusNovus
AngelusNovus ha scritto 5 mesi fa:
Devo dire che non mi ha convinto del tutto. Ma non è detto che in futuro la band non sforni un filone di pane gustoso fatto con lievito naturale (...si ...ho appena finito di vedere Io, Me e Irene)

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