Hypocrisy / “The Arrival”

The Arrival

Hypocrisy

The Arrival

Nuclear Blast / Audioglobe, 2004

Voto: 6/10

Ritorna sulle scene una delle band seminali del death metal made in Sweden, gli Hypocrisy. La band capitanata da Peter Tagtgren, che chiamare stakanovista è un eufemismo, sforna,dopo poco più di due anni,il successore di Catch 22, The Arrival, che a detta del singer, chitarrista e produttore, dovrebbe essere l'anello di congiunzione fra le sonorità del loro capolavoro Abducted e le melodie di Hypocrisy. Obiettivo raggiunto in parte, ma che più di una volta sfocia nelle soluzioni moderniste di Catch 22 e più soft del side project di Tagtgren, i Pain (ad esempio il riff iniziale di Stillborn, che poi muta in sonorità più tipicamente death). Non mancano momenti più veloci e thrasheggianti come in New World e War Within, ma comunque questo lavoro seppur piacevole non mi ha affatto entusiasmato. Nulla da obiettare sul songwriting e la perizia tecnica della band dei tre svedesi, ma a The Arrival manca qualcosa per effettuare quel salto di qualità che lo porterebbe ad accostarsi al già citato Abducted. Sia ben chiaro ci sono ottime composizioni come l'apripista Born Dead, Buried Alive e la successiva Erased forte di un incedere groovy e piacevole, ma purtroppo è il complesso che mi ha lasciato un pò deluso. Certamente tutti i fan degli Hypocrisy apprezzeranno comunque la nuova fatica della band svedese e sicuramente ci saranno pareri ottimi per questo The Arrival, ma ripeto a me ha lasciato un pò di amaro in bocca.

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