Hypocrisy / “Catch 22”

Catch 22

Hypocrisy

Catch 22

Nuclear Blast, 2002

Voto: -

Un disco che ha diviso nettamente il pubblico tra estimatori e denigratori, che ha fatto parlare molto di sé, nel bene e nel male, e che ha suscitato reazioni estreme da ambo i lati: per alcuni è un capolavoro, per altri una vera ciofeca. La verità è, sostanzialmente, che NON E' un album che ci si sarebbe aspettato dagli Hypocrisy, e che per questo lascia spiazzati. La band, essendo passata da un Death violento e grezzo ("Penetralia" ed "Osculum Obscenum"), ad un Death melodico ma già sperimentale ("The Fourth Dimension"), ad un mix di molti generi ("Abducted", "The Final Chapter", "Hypocrisy" ed "Into The Abyss"), qui stravolge completamente il proprio sound per passare ad un qualcosa di totalmente diverso e mai proposto prima. L'album quindi ad un primo ascolto spiazza completamente l'ascoltatore; poi, viene valutato e suscita in ognuno una reazione diversa, ma che spesso o è estremamente positiva, o è estremamente negativa. La mia, dopo diversi ascolti, fu estremamente negativa e tutt'ora non mi piace, ma io sono qua per fare una valutazione obiettiva, e non personale, di quest'album: per cui, ne parlerò in termini oggettivi. Qui il genere più presente è il Nu Metal, pur essendoci alcune canzoni più melodiche ed atmosferiche che comprendono anche inserti di tastiera (cose insolite nel Nu). Per tutta la durata del disco si sentono i tempi martellanti tipici del genere con voce sporca e talvolta rappata alternati a ritornelli melodici; oltretutto il disco è molto omogeneo: tutte le canzoni hanno una struttura simile e riff che si somigliano, e questa è una cosa molto insolita per gli Hypocrisy, che negli album precedenti (soprattutto "Abducted" e "Hypocrisy") erano riusciti a creare song che non avevano altro in comune se non di far parte dello stesso disco. Tuttavia, nonostante l'omogeneità del CD, non manca qualche piccolo accenno ad alcune soluzioni melodiche già sentite nei predecessori e tipiche della band che contribuiscono a rendere l'album meno ripetitivo, come certi riff di "Uncontrolled", "Seeds Of The Chosen One" e "All Turns Black", forse i tre brani che mi piacciono di più all'interno di un album che personalmente non ho mai apprezzato.
In sostanza, un disco consigliato solo se si accetta - a maggior ragione se se ne conosce tutta la discografia, come nel mio caso - di vedere il sound di una band completamente snaturato e rinato in forma diversa. Altrimenti, meglio orientarsi sui precedenti o sui successivi.

Commenti
Spiritual_Death
Spiritual_Death ha scritto 4 mesi fa:
Commenti e critiche sono ben accetti.
DukeFog
DukeFog ha scritto 4 mesi fa:
Bel disco, l'ho sempre ritenuto superiore ai due dischi più deboli (secondo me) "The Arrival" e "Virus". Una volta superato l'impatto, e il fattore "diversità" (ma io che ascolto gli Hypocrisy da una vita non lo sento poi tanto diverso, uniche eccezioni sono Don't Judge Me e Public Puppet) penso sia da considerarsi un disco importante anche se non fondamentale. Bellissime Destroyed, Hatred e l'ultima All Turns Black. Mi è sempre dispiaciuto vederlo bersaglio di critiche (ma capisco anche quelle).
Spiritual_Death
Spiritual_Death ha scritto 4 mesi fa:
Grazie per il tuo commento. Non penso che tu abbia tutti i torti, infatti con la mia recensione ho cercato di essere imparziale e dare un giudizio obiettivo, neutrale. E' un album molto controverso quindi, come sempre in questi casi, le critiche e le lodi sono molto frequenti.

Per inserire un commento devi essere registrato.
Clicca qui per registrarti oppure effettua il login.