Heaven Shall Burn / “Invictus”

Invictus

Heaven Shall Burn

Invictus

Century Media, 2010

Voto: 7/10

Gli Heaven Shall Burn sono, oramai, una delle realtà maggiormente affermate nel panorama estremo, miscelando una violenta formula di Melodic Death e Metalcore (sempre meno avvertibile) in un suono moderno ma piuttosto lontano dalle band d’oltreoceano odierne, e dove quest’ultime giocano su un binomio “aggressivo/melodico”, la band della Thuringia non ne vuole proprio sapere di ammorbidirsi, continuando come sempre a prendere a legnate ogni cosa.

Forti del contratto con Century Media da quell’Antigone che li fece conoscere, i nostri hanno via via costruito il proprio successo con album di spessore, ideati in una formula mai veramente cambiata ma sempre “aggiornata” nel tempo tenendo lontano il fantasma della staticità totale (certamente complice anche la bravura del quintetto nel comporre i propri brani), e ritagliandosi la propria fetta di gloria utilizzando un suono ben riconoscibile (merito anche della devastante voce del cantante Marcus Bischoff) e di una proposta ben bilanciata tra groove, assalti furiosi e melodia.

Invictus, dunque, è la terza parte del concept iniziato su Iconoclast e proseguito nel dvd Iconoclast II del 2009, e certamente continua sulla strada tracciata fino ad ora senza sconvolgimenti di sorta.
Fin dal primo ascolto è palese la compattezza del nuovo lavoro, caratteristica che ha sempre contraddistinto questa band. Forse qui non vi sarà una Counterweight o una Endzeit, ma già i primi 4 brani metteranno in chiaro che Invictus è giunto per confermare una band non avvezza a perdere tempo ed incline a scrivere pagine ragguardevoli nel Metal estremo. Non c’è una vera e propria hit probabilmente, ma non disperate: ognuno, vista la valenza di ogni singolo brano, potrà identificare liberamente quale gli è più congeniale. L’unica eccezione stilistica sarà la conclusiva Given In Death, atipica per la band ma comunque piacevole.
L’intuizione fortunata degli Heaven Shall Burn è quella di aver trovato una così valida miscela che sapientemente unisce l’accordatura bassa e pesante da sfoderare nelle parti più ritmate ed esplosive, ed un sound non troppo plastificato e raffinato ma dotato di quella punta di “grezzo” rimandante alla scena del Melodic Death che fu, e lo si potrà ben sentire quando, armati di blast beat e linee melodiche monotematiche, si lanceranno in epiche sfuriate tipiche di quel Metal oggigiorno un poco soppiantato, forse, dai colleghi americani.
Sommariamente aspettatevi quanto fatto fin’ora, soprattutto da Deaf to Our Prayers in avanti. Niente break down monolitici o voci proveniente dai tombini, la violenza è rimasta immutata unendosi alle sinistre melodie in un’ estasi sofferente, e lo screaming lacerante intona la sua cantilena di morte come di consueto. Anche il pianoforte (tanto caro al gruppo) tornerà a farci un po’ di compagnia, e quando chiamato in causa, ci ricorderà la malinconia dietro il caos.

Invictus segna il ritorno di una band che non fa prigionieri, non ne ha mai fatti e non intende cominciare a farne.
Gli Heaven Shall Burn continuano la loro opera di distruzione facendo tabula rasa dietro a sé, e se siete sopravvissuti fin’ora nel seguirli, continuate a farlo: non ve ne pentirete.

Commenti
DukeFog
DukeFog ha scritto 2 anni fa:
Ancora una volta ne escono vincenti, altro disco che non mostra il minimo cedimento e prosegue degnamente l'opera di distruzione melodica. Per me sono speciali visto che altre formazioni dalle medesime influenze non mi catturano affatto.
Teklis
Teklis ha scritto 1 anno fa:
Grande album. Ancora un ottimo lavoro da parte di una band che negli ultimi anni ha sbagliato ben poco ottenendo un successo meritato. Ho apprezzato questo Invictus ancor più del precedente Iconoclast (leggermente prolisso). Ora non mi resta che vederli live! Bischoff spacca davvero tutto!

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