Heaven Shall Burn / “Antigone”

Antigone

Heaven Shall Burn

Antigone

Century Media, 2004

Voto: 8/10

Quarto album in sei anni di militanza per il gruppo che insieme a Caliban porta avanti la bandiera del metalcore teutonico. Di certo mai valutati appieno per ciò che effettivamente valevano i 5 di Berlino trovano dopo il passaggio Lifeforce il contratto per Century Media che come tutte le altre etichette più grosse sta facendo incetta di gruppi del genere.
Gli Heaven Shall Burn sono un quintetto di tutto rispetto, di spessore, di ragazzi dedicati, sinceri al genere con il quale hanno iniziato, forse tra i primi, con influenze prese dall'hardcore e dal metal europeo (At The Gates e Bolt Thrower in primis), e mantenutisi costanti durante tutta la carriera su livelli davvero alti, anche nell'occasione di "Antigone", che vi anticipo già risulta essere davvero un bel disco, ma che forse, vista l'opportunità da giocare con Century Media, doveva essere osato un pelo di più, per ricercare quella differenza che li avrebbe resi unici nel genere.
Dopo l'intro da colonna sonora di film drammatico (ci saranno altri momenti così nel disco) si è spazzati via da "The Weapon They Fear", monumentale attacco frontale in cui i tedeschi suonano come se cavalcassero dei panzer per mietere innumerevoli vittime; dopo questo pezzo, davvero magnifico e spiazzante per la carica di violenza che porta in se, il tutto purtroppo rientra nei ranghi del pur buonissimo disco come già accennato, violento, ispirato, ben eseguito e registrato, davvero una delizia d'ascolto per i fan metalcore ma forse prevedibile e intuibile.
Purtroppo mancano quegli acuti che l'avrebbero reso davvero un disco memorabile, acuti che si sentono solo nella canzone d'apertura già citata e in "Numbing The Pain". Si tratta per chiudere di un disco che conferma ciò che di buono già i nostri avevano mostrato in passato, che di certo non sconvolgerà l'ascoltatore che si vuol lasciar travolgere da un disco che è puro metalcore, così com'è stato concepito, senza contaminazioni. Citazione particolare va fatta per l'intero artwork che ricorda molto i migliori Bavari e Sigismondi.
Una certezza monolitica.

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