Emigrare non fa piacere a nessuno.
Anticipo una critica neppure troppo velata ai discografici italiani, prima di addentrami nella discussione di questo primo full lenght dei nostrani Gory Blister, in passato già autori del mcd "Cognitive Sinergy" sotto la catanese Nosferatu, etichetta specializzata nel far perdere le traccie dei propri gruppi, come nel caso degli altrettanto validi Thy Nature, anch'essi musicisti talentuosi, ma dispersisi dopo un mini cd che non ha più avuto seguito, mi pare... ed all'epoca si disse che Oinos fosse andato in Asia a sensibilizzare!?! All'epoca ero poco più che un fanciullino sbarbato che passava le proprie estati "tutto metal e sesso auto-indotto" e la notizia mi colpì molto, non sto scherzando!
Torniamo alla mia accusa che lancio, lo ripeto, nei confronti dei più illuminati discografici dello stivale, che si lasciano scappare gruppi come i GB (le iniziali potrebbero trarre in inganno, non sono i Gorilla Biscuits, state buonini!), costretti ad accasarsi in Francia presso la Sekhmet Records pur di vedere stampata su cd mezzoretta di musica intelligente, efficace e dagli spunti tecnici notevoli.
Bene, dopo aver tolto questo sassolino dalle mie infradito (ora che le temperature sono ben al di soprà delle medie di stagione, posso permettermi di liberare le mie armi chimiche...), tributiamo la gloria che la band si merita, iniziando da una considerazione non di poca importanza: questo è Death metal (riprendendo il logo che appare su retro copertina di Terremoto dei Litfiba, "Questo è Rock"), per chi non conoscesse la band o non avesse letto le recensioni apparse tempo fa sui portali o sulle riviste specializzate, ispirato in primis a chi con il proprio monicker ha dato il nome al genere. Le influenze del defunto Chuck e del suo modus operandi in ambito musicale risplendono e rivivono tra i solchi di questo full lenght, in particolare paiono evidenti i riferimenti al duo "Symbolic" ? "Individual Thought Patterns".
Il perenne mutamento di registro, attuato dal tuttofare Raff, spiazza l'ascoltatore fin dal primo stacco e così sarà fino al termine di "Art Bleeds", un concentrato di tecnica, velocità, controtempi, e chi più ne ha, più ne metta.
Quindi, come è facile intuire, la preparazione sullo strumento non manca ai nostri, come è evidente che tali conoscenze abbiano giocato il loro ruolo nel forgiare quel caldo e limpido suono che fa splendere "Art Bleeds", fuoriuscito dai sempre ottimi Fear Studios di Ravenna (per chi fosse di memoria corta, qui era stato registrato il 3-way split Baratro/Entity/Undead, primo effort della Goregorecords, che trovate recensito dal sottoscritto nell'archivio), ormai marchio di qualità, per le registrazioni in ambito metal estremo. Bella battaglia tra i Nadir Studios di Tommy dei Sadist ed i Fear... ne gioveranno le bands che usufruiranno di tali strutture, a ragione definibili come gli Abyss Studios "de noatri"!
Ok, appurato a grandi linee il contenuto della ciambellina sonora, e coperto di lodi il gruppo, è parimenti necessario allertare gli ascoltatori che il disco non è di facile assimilazione, anzi pur mostrandosi palesemente meno violento di materiale del calibro di Cryptopsy ("Art Bleeds" non è brutal), e Cephalic Carnage appare indicato anche ad appassionati di queste bands, vista l'intricatezza e la poca omogeneità (perdipiù all'interno dello stesso brano) che traspaiono. Tra i miei brani preferiti, impossibile dimenticare il botto iniziale di "Primordial Scenery" o "Anticlimax", che segue un breve mix di chitarra arpeggiata e voci liriche femminili, a nome "Mermaids Beloved". Brilla di nuova e migliore luce pure la title track del mcd di debutto "Cognitive Sinergy", prestando attenzione alla quale è tangibile lo sforzo di Raff nel migliorare la propria proposta sia a livello musicale sia di registrazione. Le vocals, seppur troppo legate allo stereotipo di Chuck Schuldiner, sono nettamente più adatte e calzanti rispetto al passato dove, a mio modo di sentire, parevano troppo acide e monocordi. A questo proposito, da sottolineare anche la maggior efficacia del songwriting, più diretto (sembra strano, parlare in questi termini di "Art Bleeds") esperto e preciso.
I Gory Blister non faticheranno a trovare estimatori (altrimenti combo come i Theory In Practice sarebbero anch'essi a zappare, piuttosto che comporre musica e gli Atheist non ci avrebbero insegnato nulla, invece...), alla luce anche delle positive critiche ricevute e delle prossime apparizioni live che li vedranno impegnati allo Springtime Fest 2004 e come opener del No Mercy Festival.
Almeno questo è il mio augurio.
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