Per la serie "torno e mi prendo il successo che mi spetta", ecco arrivare i due Mithotyn rimasti sempre un pò nell'ombra. Mi sto riferendo a Karl Beckmann e Karsten Larsson (quest'ultimo anche nei miei amati Dawn) che danno vita a questa nuova band dal nome King of Asgard. In due anni i nostri preparano un demo e il materiale che comporrà questo Fi'mbulvintr, la Metal Blade Records fiuta l'affare e li lancia sperando in un successo pari a quello degli Amon Amarth.
I Mithotyn hanno ricevuto un discreto seguito solamente dopo il loro "decesso", ed ora i tempi sembrano davvero maturi per raccogliere quanto di buono si era fatto ai tempi. Fi'mbulvintr riparte proprio da dove eravamo rimasti, ovvero quel Gathered Around the Oaken Table che sanciva la fine di un glorioso nome. Riparte da quel periodo per dare in pasto all'attuale scena ciò che essa più desidera, musica fatta di epicità, spirito vikingo/guerriero e qualche similitudine con l'Amon Amarth sound. Il tempo per loro pare non essere trascorso, cosi ci troviamo per le mani l'ipotetico quarto disco a nome Mithotyn e non potrebbe essere altrimenti visto chi ci suona, e sentita soprattutto la musica che ricalca pari pari le caratteristiche della vecchia incarnazione.
Melodic death epico e guerriero, con quei riffs che ti attaccano senza sosta, e allo stesso tempo ti incantano nel loro essere sublilmente folk. Un primo ascolto stranamente mi aveva poco emozionato, sembrava tutto troppo forzato e "meno bello" rispetto a un tempo. A conti fatti cosi è stato, anche se alla fine sono riuscito ad abbattere questo mio ostacolo e riuscito ad apprezzare Fi'mbulvintr nel migliore dei modi.
Accompagnati da una copertina molto affascinante conosciamo i King of Asgard con la canzone apripista (di cui è stato girato anche un video) Einhärjar, song che svela una delle influenze principali del successo marchiato Amon Amarth. Einhärjar funge come ideale manifesto, e mai scelta di promozione fu più azzeccata, ottimo riffing e ritornello che entra in testa senza problema alcuno. La produzione è bene bilanciata e fa pulsare le chitarre nel miglior modo possibile, il disco non doveva fallire nella sua parte più importante e cosi è stato. Mentre l'impronta vocale di Karl Beckmann pensa a declamare versi e ritornelli come si usava fare un tempo. Capitolo a parte merita l'operato del batterista Karsten Larsson, chi lo conosce può già capire quanto il suo stile sia unico e dispensatore di una particolare magia. Fa piacere sentire come il suo stile sia ancora percettibile nonostante tutti gli anni passati e le attuali produzioni.
Scorrendo la tracklist non ci si imbatte in nessun episodio noioso e in ogni canzone si respira quel fare "antico" che nemmeno la produzione a passo con i tempi riesce ad affossare.
Sicuramente da posizionare su un piedistallo canzoni come Vämods Tale e The Last Journey (questa davvero epica nel suo svolgimento e dall'inizio stra-emozionante).
Se non siete ancora totalmente convinti sappiate che Fi'mbulvintr è prodotto da quel volpone di Andy La Rocque e che nelle liriche ci ha messo lo zampino Mr. Stefan Weinerhall.
Lode ai King of Asgard, i Mithotyn sono tornati! Che piacere risentire queste chitarre!
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