Ascoltando il nuovo EP degli americani Chelsea Grin, la prima cosa che viene spontanea da dire è che “Evolve” è il titolo perfetto: sono cambiati parecchio dai primi lavori, che invece erano molto simili tra loro. Innanzitutto, a sentirsi forte e chiara è l’entrata a far parte della band di Jason Richardson (ex chitarrista dei Born of Osiris): le parti di chitarra sono molto più melodiche e tecniche, e non mancano assoli tecnici eseguiti in modo perfetto che rendono i brani più divertenti da ascoltare. Forse sono poco da Chelsea Grin, ma si mescolano bene col resto e regalano originalità ai vari pezzi. La voce di Alex Koheler è potente e oscura e il suo timbro particolare si riconosce subito, ma nelle clean vocals deve migliorare ancora molto: in “Lilith” sono poco intonate, e anche se potrebbero essere fatte apposta risultano fastidiose a lungo andare, mentre nella traccia conclusiva “Don’t ask, don’t tell” (a mio avviso la traccia migliore dell’album) sono più orecchiabili e danno quel tocco di malinconia che ci sta sempre. Un’altra nota a mio parere “stonata” sono gli effetti orchestrali, che fanno molto Gothic ma non si mixano bene con il resto: sarebbero stati meglio degli archi suonati veramente, invece che dei semplici “effetti sonori”.
Purtroppo sono solo 5 brani, con i quali ci si può solamente fare un’idea di quello che saranno i Chelsea Grin d’ora in poi, ma direi che la direzione intrapresa sembra essere interessante. Vedremo che ne sarà.
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