Durante i primi secondi di ascolto ho pensato che questa era la volta buona per dare la prima insufficienza. In primis la preoccupazione che la CCP dà una chances un pò a tutti, poi lo facevano presagire una copertina abbastanza orrenda, tematiche fra le più classiche esistenti e un'immagine fiera e variopinta. A tutto ciò si affiancava il pensiero che di solito in questo tipo di lavori la prima canzone è la migliore, dopodichè si ha un calo qualitativo evidente. La title track iniziale si presenta bene ma di sicuro non in maniera eclatante e lo spettro di una noia mortale si profilava evidente.
Proseguendo l'ascolto si è concretizzata invece l'alternativa di salvare con la sufficienza un disco che probabilmente stroncherebbe chiunque. Troppo facile sparare a zero sui testi "true" saccheggiati ad altre tremila band, troppo facile aggrapparsi alla zero personalità di "Evil Iron Kingdom". C'è passione nella quarta fatica del gruppo tedesco, questa la si percepisce forte e chiara.
Ma chi può permettersi il lusso di usurfruire di questa passione? Direi una ben bassa percentuale di creature metalliche. Gli Amon Amarth stanno spopolando da anni, ma sono ben poche le persone che si mettono a seguire il sottobosco provando ad ascoltare dischi nascosti. Il target ideale per gli Spectral sono esattamente quelle persone che non si accontentano e vogliono esplorare, e chissà che la formazione tedesca non regali loro momenti di piacevole gloria.
Descriverei la musica presente in "Evil Iron Kingdom" come l'incrocio fra due parti ben distinte, quella classica formata da Exciter/Sacred Steel e quella estrema da Amon Amarth/Mithotyn. I momenti che mi hanno ricordato questi ultimi, come Embrace The Darkness e soprattutto Age of Eternal Victory (che melodia la chitarra!!), confesso che mi hanno emozionato parecchio.
Suono potente per il resto, inni fieri per la nuova battaglia di turno. Alcune strofe letteralmente rubate alla band del bestione Hegg (Die In Battle) e alcuni chorus/pre chorus scippati ai Sacred Steel (Pagan Steel). Ma va bene così quando si sa cosa ci aspetta e ci si riesce a divertire con poco (una canzone come United Forces in sede live spopolerebbe). Raccomandato per i nostalgici della seconda metà anni 90.
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