Eibon / “Entering Darkness”

Entering Darkness

Eibon

Entering Darkness

Aesthetic Death, 2010

Voto: 8/10

I francesi Eibon arrivano finalmente al debutto, ci arrivano dopo un ottimo mini cd datato 2008. A pescarli è stata la Aesthetic Death, etichetta di tutto rispetto fautrice del detto "pochi ma buoni". L'etichetta inglese realizza così un bellissimo digipack cartonato di spessa consistenza per un completo matrimonio visivo/musicale.
Chi aveva promosso il mini non farà alcuna fatica ad entrare nel complesso mondo degli Eibon e anzi si ritroverà molto probabilmente ancora più estasiato (cosa successa a me). Le caratteristiche rimangono le medesime, pesantezza e velenosità lirica a caterve. Doom estremo e sludge sono solo le caratteristiche più evidenti perchè la musica della formazione francese va ben oltre ogni sterile etichetta. Non ci sono in giro tanti gruppi che riescono a centrare un obiettivo "proprio" con tale decisione e personalità.

La copertina e l'artwork in generale sono di tipo catastrofico e una volta premuto play tali scenari diventano anche un pò nostri. Rude nel suo incedere, sporco ma melodico e grezzo nonostante la produzione spazzi via ogni cosa. \\Un turbine di sensazioni dato da una musica che lentamente si insidia nel cervello e lì depone la sua maestosità. E nonostante ciò riesce anche a destarci da un piacevole torpore con alcune melodie e cambi di tempo da leccarsi i baffi.
Il viaggio comincia con Through The Eyes, e posso con sicurezza dire che si tratta della mia preferita. A partire dal suo melanconico arpeggio iniziale per passare alla presentazione di basso e batteria che procurano già un discreto godimento. Ma il capolavoro arriva con l'arrivo dei primi versi e l'ingresso di un megalitico riff black metal, roba da restare completamente sedati. Gli Eibon in Through The Eyes incantano con parti chitarristiche di matrice black svedese come se le suonassero da sempre, davvero un pezzo allucinante. La title track arriva e conferma tutte le doti precedentemente ascoltate, il basso pulsa che è un piacere ed il brano ricorda gli Eibon del mini di due anni fà. Il momento toccante in questo brano lo si ha quando parte il drone in sottofondo, grande atmosfera e altro enorme pezzo. Convulse To Reign chiude la prima e più accessibile parte del disco. Schiacciapalle il riff iniziale e quello che anima da lì a poco la canzone, la pura essenza del doom acido e tagliente. Descrivere la voce del cantate non è affatto semplice, il suo "urlo" è catramoso ed appiccicoso, in un evadere dalle regole con linee mai scontate. Substance è la canzone dove Georges Balafas sembra mettere maggiore anima, e a conti fatti ci troviamo di fronte alla song più allucinogena ed introspettiva del lotto. In These Chains Georges è corrosivo ed il brano porta gli Eibon in territori death con delle indovinate accelerazioni che non snaturano minimamente la loro classica proposta, la chitarra nel finale poi fà venire brividini. Si giunge cosi alla fine con l'altra mattonata di un quarto d'ora (dopo Substance) dal nome di Path To Oblivion, e si chiude in bellezza così come si era iniziato. Nella mia personale lista di gradimento questa viene dopo Through The Eyes. Per finire gli Eibon vogliono giocare sull'emozionalità e ci riescono alla stragrande. La canzone è strisciante, sembra non condurre a niente ma quando cattura non possiamo far altro che non opporre resistenza. Il finale è lacrimevole per la sua bellezza.

Il 2010 è un anno per me davvero ricco di buone uscite, gli Eibon arrivano per confermare ciò. Disco doom dell'anno assieme ai Void Of Silence e sarà praticamente impossibile spodestarli da lì sopra. Non posso far altro che consigliarne l'acquisto e sperare che in tanti li notino perchè se lo meritano davvero (ovviamente gli ascoltatori "del tutto e subito" ne devono stare alla larga).

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