Dopo i Revelations Of Rain, il russo Vladimir Andreev aziona un nuovo monicker dal nome On The Edge Of The NetherRealm, nemmeno a dirlo supportato dalla BadMoodMan Music. Ora la situazione che si sta venendo a creare con questa etichetta (e la sua diretta principale Solitude Productions) si fa davvero interessante. Il livello delle uscite mantiene una qualità molto alta e soprattutto i nomi nuovi interessanti in uscita diventano sempre di più.
Con gli On The Edge Of The Netherealm i classicisti del death/gothic/doom andranno a nozze ancora una volta. Il lavoro è davvero valido e non strizza per niente l'occhio ad una vendita facile, cosa che mi rallegra non poco, visto che alla fine sono proprio questo tipo di lavori "non convenzionali" che resta in mente più a lungo. L'unica delusione qualche ascoltatore la potrà trovare nella produzione poco viva e artificiale con cui sono avvolte le belle canzoni (in questo la drum machine ci mette del suo ma devo dire che il risultato è assai piacevole) e dalla prova vocale gutturale vero e proprio strumento aggiunto. Poderosi e massicci sono i mid tempo in "Different Realms", mentre le tastiere assumono un ruolo fondamentale e talvolta elegante come nella mia preferita Rebirth (diretta, gotica e lacrimevole nei suoi otto minuti). Diverse volte la formazione russa si avvicina alla classe dei My Dying Bride, e per certi versi aggiungerei i Novembers Doom, tanto per restare tranquilli sulla bontà della proposta. L'etichetta propone come termine di paragone i nostrani Novembre, ed effettivamente ciò emerge soprattutto in Solitude e nella conclusiva Dream, dove risiedono momenti estirpati alla band degli Orlando. Tastierose note di piano e growl profondo sono le doti che risaltano nella prima traccia Day And Night, secondo mio brano preferito del full-lenght. Prestare attenzione al lavoro chitarristico iniziale, autentico bijoux. L'interpretazione vocale di Solitude merita anch'essa una breve citazione, strofe emozionanti con quel growl cavernoso e poco "palpabile" che sembra voler rifuggire dal proprio ruolo per fondersi totalmente con la musica.
"Different Realms" difficilmente potrà deludere la propria fascia d'utenza, ogni cosa è al posto giusto e tutto quello che il genere richiede è qui orchestrato più che degnamente. Penso che l'esigenza dell' "extreme doomster" resti in questo caso totalmente appagata dalla presenza di quell'alone romantico/tragico ma allo stesso tempo diretto/roccioso, seppure gli On The Edge Of The NetheRealm si mantengano spesso su una sottile linea di confine con qualcosa di più spedito musicalmente parlando.
Per inserire un commento devi essere registrato.
Clicca qui per registrarti oppure effettua il login.