Der Weg Einer Freiheit / “Agonie”

Agonie

Der Weg Einer Freiheit

Agonie

Viva Hate Records, 2011

Voto: 8/10

Agonie è un ep fatto per essere ricordato. Non la classica uscita tappabuchi in attesa di qualcosa di più ghiotto, questo mini è appagante, ci colpisce forte e con convinzione e ci manda a casa con addosso la voglia di sentire almeno un altra canzone. Ci si dimentica di stare ascoltando un uscita "mozzata", le quattro canzoni (due arrivano a sfiorare gli otto minuti) scorrono in un baleno e il gradevole "intermezzo cover" (Ana di Erik Satie) impreziosisce ulteriormente l'uscita.

La perla più rilucente è posta in apertura e porta il nome di Der Stille Fluss, un brano pregno di fascino arcano e di armonie da batticuore. Diciamo che rappresenta un forte candidato per la classica top ten (di canzoni) di fine anno in campo black metal. Ci sono svariati pregi nella musica targata Der Weg Einer Freiheit, quelli che ho apprezzato maggiormente sono una voce sofferta, rilucente e interpretativa e delle chitarre taglienti che non si dimenticano mai di fornire l'essenziale appiglio melodico (tagliano come la classica lama che trapassa il burro, e l'ascoltatore non può fare a meno di esserne prima rapito e poi sedotto). Il gelo profuso da Der Stille Fluss arriva in punta di piedi e abbraccia completamente poco dopo metà brano, e alla fine lo splendore diventa eterno. Dopo tale capolavoro era facile vedere scendere in modo vistoso l'asticella del valore, invece i Der Weg Einer Freiheit continuano a macinare vorticosamente riffs su riffs aiutati da una batteria dinamica quando c'è da variare, e precisa quando si manifesta il bisogno di violenza. Così nasce un altro manifesto di vitale importanza come Ingrimm, mentre al raccolto contribuisce anche una breve scheggia famelica come Die Welt In Mir (prestazione vocale top e diverse variazioni dal risultato assicurato). L'ep termina con il continuo e perenne delirio/melodico di Posthum, le emozioni svolazzano libere modellando scenari di completezza e superiorità. La formazione tedesca si prende in punta di piedi i nostri sensi prima di restituirli tramite una onirica coltre nebbiosa.

Se vi piace il black metal tedesco e il suo stile vocale, se vi piace un tocco vagamente "easy" ma al contempo selvaggio, allora non dovete perdervi questa perla che espande le proprie radici così a fondo che arriva a sfiorare lievemente il territorio austriaco.

Commenti
AngelusNovus
AngelusNovus ha scritto 6 mesi fa:
si, di sicuro da tenere a debita considerazione

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