Creati nel 2006, i Kosmophobia sono un quartetto metà italiano e metà svizzero con base nel Canton Ticino. I nostri, attualmente, sono formati da Phil alla voce, Jaz chitarre e sinth, Fabri al basso e Fabio alla batteria, e con questo primo demo ci propongono sostanzialmente (come ben precisato nella biografia allegata al disco) un Death Metal piuttosto tecnico (Obscura, Decrepit Birth) e che ricerca la propria componente atmosferica al di là del creato, andando ad esplorare lo spazio a noi sconosciuto (in poche parole: Sci-Fi).
Pur essendo una prima demo (o promo che a dir si voglia), sicuramente l’impatto professionale è positivo. Buona produzione, precisa e curata al punto giusto, ed art work avvincente.
Lo stile, come abbiamo detto, verte su un Death Metal tecnico dove ogni strumento fa ottimamente la sua parte, farcito da suoni Sci-Fi che più o meno sono sempre presenti anche se molte volte relegati dietro al resto per non far perdere l’impatto aggressivo della musica. I sintetizzatori giocano bene la loro parte con dei suoni appropriati, senza “cadere” in tappeti di strings ensemble abusati nel Power Metal, mentre le strutture dei brani sono piuttosto intricate e tecnicamente ricercate senza comunque esser troppo protagoniste. Una buon growl, non troppo profondo, scandisce bene i disastri alieni narrati nelle liriche.
C’è una buona varietà d’influenze in questo lavoro. Dai già citati Decrepit Birth ed Obscura per chitarre, batterie e basso, ai The Faceless di Planetary Duality per quanto concerne alcuni suoni sintetici, molto spaziali e alieni. Il tutto viene ben congeniato in queste 5 tracce, coniugando bene i momenti più tirati e quelli più atmosferici (basti pensare a Etemenanki (Babel's Tower) per come sfocia in una parte ampiamente trascinante) o per la violenza di Eye Of The Twins (Spatial probes Voyager1&2).
Il tutto risulta nel complesso ancora un poco freddo, ma questo primo demo già mostra tante capacità che, se affinate a dovere, potrebbero davvero sorprendere in futuro. La personalità c’è, l’abilità pure: vedremo se scaturirà anche il genio.
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