Non male il come back dei polacchi Dead Infection dopo 6 anni di assenza dalle scene, suoni belli grassi, registrazione buona, esecuzione convinta, pezzi più brevi e basati su una manciata di riff ognuno, ritmiche tiratissime (spettacolare a tal proposito Cyjan alla batteria), feeling non molto distanti da quelli con cui ci avevano lasciato, forse solo un poco meno patologici rispetto al passato. L’unico appunto che si può muovere è verso le voci di Jaro, fosse coadiuvato dagli altri del gruppo per creare qualche sovrapposizione di voci o avesse egli stesso capacità di ampliare il proprio range vocale avremmo un risultato davvero superlativo, che permetterebbe di scorrere tutti i 22 pezzi (per un totale di quasi 35 minuti) in pieno godimento estatico.
Un appunto sull’etichetta: l’album in questione è stato stampato dalla giapponese Obliteration (gestita da Naru di quelli che erano i CSSO) e mi stupisce il fatto che non sia stato raccolto nuovamente dalla Morbid che li lanciò dieci anni fa circa o dalla Obscene, etichette con un giro di certo maggiore rispetto a quello della piccola etichetta nipponica…
Avrebbe potuto godere di una maggiore promozione e distribuzione, il minimo per un gruppo che ha contribuito a creare e plasmare il goregrind.
Un album al quale gli appassionati del gruppo e del genere non possono rinunciare.
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